PENSIERI LENTI 09 - Page 1 - PENSIERILENTI‘09 riflessioni e approfondimenti su gastronomia, agricoltura, biodiversità, territorio e stili di vita Consumare meno, consumare meglio V iviamo nella società dei consumi, come tutti ben sanno. Considerazione scontata, ma fino a un certo punto. Se alcuni decenni fa poteva significare una società dove tutti o quasi si permettevano un livello di consumi medio-alto, con un senso di riscatto da fame e povertà ataviche, oggi significa invece una società e un’economia che si reggono in piedi solo se i consumi crescono indefinitamente. Il Presidente del Consiglio, quando la crisi iniziò ad attanagliare gli italiani, esternò invitandoci tutti a continuare a consumare, con spensieratezza. La stessa spensieratezza con cui noi, mondo ricco, consumiamo materie prime, energia e risorse, apparentemente incuranti della loro “finitezza” e delle nefaste conseguenze sugli ecosistemi e sul pianeta. Un pessimista potrebbe paragonare tutto ciò al ballo con orchestra sul Titanic, prima del fatale incontro con l’iceberg. Il nostro iceberg però arriva un po’ alla volta, giorno dopo giorno, senza far rumore. Qualche domenica fa viaggiavo in autostrada tra Torino e Reggio. Era una meravigliosa giornata d’autunno, piena di sole e di colori e le colline astigiane erano bellissime. Sono passato di fianco a diversi centri commerciali, con i parcheggi stipati di auto. Mi è venuto da pensare che qualcosa non va nel verso giusto. Il consumo non è più un mezzo, ma è diventato un fine, svuotando la nostra vita di molti dei suoi significati. Se è vero che “siamo ciò che mangiamo”, cosa siamo mai diventati? Vi riporto alcuni passaggi delle conclusioni de “L’invenzione dell’economia” (1) , ultimo saggio di Serge Latouche in uscita il prossimo gennaio per Bollati Boringhieri: “Indubbiamente viviamo ancora i tempi dell’apoteosi dell’era economica. […] Viviamo l’acme della omnimercificazione del mondo. L’economia non solo si è emancipata dalla politica e dalla morale, ma le ha letteralmente fagocitate. Occupa la totalità dello spazio. E lo stesso vale per la sfera della rappresentazione. Un pensiero unico monopolizza lo spazio della creatività e colonizza le menti. La razionalità trionfa dappertutto e il calcolo costi-benefici si insinua negli angoli più reconditi dell’immaginario, mentre i rapporti mercantili si impadroniscono della vita privata e dell’intimità. […] Quando, nell’universo dei media, vogliono farci sognare, non è certo per immergerci nell’euforia poetica ma per sprofondarci nel delirio consumistico. Gli oggetti di consumo di massa non sono più lo strumento e l’obiettivo di un’arte di vivere, ma il combustibile di una pulsione ossessiva di cui diventiamo tossicodipendenti. La razionalità svela la sua fondamentale irrazionalità”. (Segue a pagina 2) (1) Tratto ’attività di Slow Food non è fatta solo di piacevoli momenti conviviali e di festose manifestazioni (magari!): dietro le quinte c’è un intenso lavoro fatto anche di incontri e assemblee in cui si condividono idee, ci si confronta e si discute, a volte anche in modo piuttosto animato. L’associazione si pone obiettivi alti e per perseguirli è necessario un continuo ripensarsi e rimettersi in gioco: servono idee e progetti forti e ambiziosi per concretizzare le nostre utopie (come da alcuni vengono considerate) e questa concretezza non può che scaturire da un’organizzazione che per “fare” deve prima “pensare”. Nel 2010 si terrà il congresso nazionale, un momento importante per la vita associativa, in cui soci da tutt’Italia si riuniranno per decidere collegialmente cosa fare nei prossimi anni: “dove andare”, per quali vie e con quali mezzi. Il percorso di preparazione è inizato con la prima Assemblea Nazionale delle Condotte, tenutasi a Fiumicino dal 20 al 22 marzo 2009, per proseguire a livello locale e giungere a compimento con il ciclo dei congressi che si svolgeranno tra gennaio e maggio prossimi: dopo quelli delle singole condotte sarà la volta dei congressi regionali e infine, appunto, di quello nazionale. L’incontro di Fiumicino è servito a mettere in comune visioni, idee e proposte e delineare un canovaccio su cui andare a scrivere il copione di ciò che faremo. Quel che già sappiamo è che continueremo sulla strada del “buono, pulito e giusto”, difendendo i valori del territorio, sostenendo la rete di contadini e artigiani e i modelli di produzione alimentare virtuosi, rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, operando attraverso gli strumenti che ci sono più congeniali: educazione, tutela e promozione. Di quali strade percorrere e quali progetti realizzare in particolare qui, a Reggio Emilia, scriviamo diffusamente nelle pagine interne: già questo modesto stampato - nella totalità dei suoi contenuti - può essere letto in qualche modo come il nostro manifesto d’intenti. L Slow Food verso il congresso Slow Food Reggio Emilia contatti: info@slowfoodreggio.it tel. 340.5530549 gruppo d’acquisto: gap@slowfoodreggio.it sito web e newsletter: www.slowfoodreggio.it da “I quaderni di extratorino” 01 - ottobre 2009 2 PENSIERILENTI‘09 (segue dalla prima pagina) >> primo piano Consumare meno, consumare meglio Un quadro realista, ma anche cupo e deprimente. Il saggio però si conclude con un barlume di luce, con queste parole: “Altri ancora (e noi siamo tra questi) si augurano la costruzione di una società conviviale plurale liberata dalla religione della crescita e dell’economia. Tutto ciò è possibile, e forse anche auspicabile, per poter celebrare di nuovo la gioia di vivere […]”. Pessimismo della ragione, ottimismo della volontà. Noi dedichiamo parte del nostro tempo libero a un’associazione (Slow Food) che, come tante altre del resto, sta sicuramente sulla sponda dell’ottimismo della volontà. Mi piace credere alla frase di Hölderlin “Là dove cresce il pericolo, cresce anche ciò che salva”. Nel nostro caso ciò che può salvarci sono le idee, i progetti, le esperienze che cercano una strada diversa rispetto Paolo C. Conti, edito da Fazi. Se è vero che “siamo ciò che mangiamo”, cosa siamo mai diventati? Per non parlare dei tanti studi e ricerche epidemiologiche, che hanno dimostrato come molti dei mali che ci affliggono nascano dalla nostra alimentazione, più che dall’aria che respiriamo. Conosco già la classica obiezione: il cibo di qualità costa caro, non tutti se lo possono permettere, soprattutto in questi tempi di crisi. Si tratta di un’obiezione che può essere facilmente smontata. Primo, non è solo una questione di soldi, ma di cultura ed educazione. Molti, Molti hanno accusato Slow Food di utopismo. Ma le utopie servono a vivere Infine, una risposta che dovrebbe essere alla portata di tutti esiste già: il cibo locale, che non ha i costi dei trasporti e non contribuisce all’inquinamento globale, quindi dovrebbe godere anche di incentivazioni economiche e fiscali. Poi ovviamente i produttori locali devono essere onesti e non specularci sopra. Oggi andiamo tutti di gran fretta e un supermercato dove c’è tutto, con un grande parcheggio, pare una scelta obbligata. Poi inevitabilmente, a dispetto della fretta, ci passiamo un sacco di tempo e riempiamo carrelli anche di cose di cui non abbiamo bisogno; è li che i cibi diventano merci anonime, che hanno perso la loro storia e la loro origine. È così utopistico pensare di “fare la spesa” diversamente? In un gruppo di acquisto procurarsi i cibi che non deperiscono, dalla pasta ai pomodori pelati, scegliendo cose buone, possibilmente biologiche e prodotte vicino a casa. Andare una volta a settimana in giro per fattorie, o al mercato contadino a procurarsi frutta e verdura. Tutti i giorni andare a comprare il pane fresco da un buon fornaio. Bere rigorosamente acqua del rubinetto. Fare ogni tanto una bella passeggiata in città, per negozi di qualità (ammesso che esistano), a procurarsi qualche formaggio, salume o vino un po’ speciale, per togliersi uno sfizio, perché mangiare deve essere anche un piacere. Poi, per non demonizzare nessuno, diciamo che esistono anche supermercati che sono grandi empori di cibi di qualità, in cui può essere piacevole passare del tempo. Basti pensare al modello di Eataly. Ma non sono la norma. Molti hanno accusato Slow Food di utopismo. Ma le utopie servono a vivere, servono a darci uno scopo e una meta. Diceva Camillo Berneri, anarchico con trascorsi reggiani e vissuto nei primi decenni del ‘900: “Un utopista accende stelle nel cielo della dignità umana”. Questa frase la associo inevitabilmente alla figura di Carlo Petrini. La sua idea di creare una rete di Presidi che salvasse dall’oblio i cibi a rischio di estinzione era un’utopia, che è diventata oggi realtà. Terra Madre, ovvero un incontro tra i contadini di tutto il mondo per pensare al futuro del cibo era una grande utopia, e molti tra noi erano scettici. Nel 2008 Terra Madre ha vissuto la sua terza edizione ed è diventata una rete mondiale tra chi produce e consuma il cibo in modo virtuoso. Il prossimo 10 dicembre sarà il “Terra Madre Day” e in quel giorno tutte le Condotte Slow Food del mondo organizzeranno un evento per promuovere il consumo di cibo locale. Un messaggio lanciato all’opinione pubblica, ma anche un gesto concreto. Di concretezza si alimentano anche le cose che nel nostro piccolo vi proponiamo, per immaginare un modello di consumi diverso: un gruppo di acquisto, che si affianca ai tanti che in provincia già esistono, un elenco di produttori reggiani, agricoltori e artigiani del cibo, dove andare a fare la spesa. Microeconomie, che però allargandosi a macchia d’olio potranno anche diventare “grandi”. Mirco Marconi (Fuduciario della Condotta Slow Food di Reggio Emilia) Un momento della cerimonia di apertura di Terra Madre 2008 alla mercificazione del mondo. Tutto ciò che può aiutarci a far sì che le merci ritornino ad essere “cose” e “oggetti”, con la loro storia e i loro significati, il loro valore immateriale, che siamo noi ad assegnargli. Per Slow Food questo discorso viene declinato soprattutto, come ben sapete, sul cibo, che è uno degli aspetti centrali della nostra esistenza e della nostra identità culturale. Oggi si tende a dimenticare questa centralità del cibo, che è importante per l’individuo ma lo è anche per il pianeta, giacché molti dei guai ambientali sono causati dal nostro sistema di produzione e distribuzione del cibo. Mi mette davvero tristezza il pensiero che molte persone comprino il cibo nei discount, o comunque pensando prima di tutto al prezzo. Che qualità ci può essere in questo cibo, prodotto con la logica dei bassi costi? Consiglio la lettura di un libro che può aprire gli occhi sulle nefaste vicende che stanno dietro a ciò che ci mettiamo nella pancia: “La leggenda del buon cibo italiano” di pur potendoselo permettere, non ne capiscono il valore: per questi tra una mela biologica ed una convenzionale non c’è nessuna differenza, e idem dicasi tra una buona pasta di grano duro ed una dozzinale. Secondo, oggi si mangia anche troppo, siamo nell’epoca del sovrappeso e dell’obesità, mangiare meno e mangiare meglio sarebbe norma di buon senso. Terzo, come ama ripetere spesso il nostro Presidente Carlo Petrini, la percentuale del proprio reddito spesa dagli italiani in cibo è in costante calo. Ciò significa che privilegiamo altre merci, i cosiddetti generi superflui: dagli abiti ai telefonini, fino alle vacanze, che hanno resistito anche in tempi di crisi, perché rappresentano una delle ultime vie di fuga dalla nostra frenetica vita quotidiana. Purtroppo però, spesso falliscono nel loro scopo, diventando anch’esse occasione di consumismo e frenesia; perché quando non si è abituati a “vivere con lentezza”, non lo si sa fare nemmeno in vacanza. Ma questa è un’altra storia. >> fai la spesa giusta 3 S Profumo di pane e di caffè e devo pensare a due profumi di cose da mangiare davvero suadenti e irresistibili, mi vengono in mente il profumo di pane appena sfornato e di caffè tostato di fresco. Li eleggerei a simboli delle buone cose di un tempo, che rischiamo oggi di smarrire. Nella fretta di fare ogni cosa, nostra condanna quotidiana, spesso non ci diamo il tempo di andare al forno a comperare il pane ripiegando sul supermercato, dove spesso il pane è di produzione industriale, sfornato diverse ore prima e privo della sua peculiarità più importante: la freschezza. Diversi supermercati hanno il forno interno, ma vendono pane di altri o, se lo producono in proprio, non si concedono il tempo delle lunghe fermentazioni che il lievito madre o la biga - le basi per un pane di qualità - imporrebbero. Esistono poi forni artigianali che producono però un pane scadente e altri che fanno tutto per bene, ma il loro pane non risulta per niente straordinario. A volte però il miracolo del pane si perpetua: entri in negozio e un meraviglioso profumo ti preannuncia il piacere primordiale di addentare un pane ancora caldo, croccante fuori e morbido dentro, archetipo della nostra idea di cibo e nutrimento. E il caffè? Il caffè vive e muore del suo profumo, ma il suo aroma tende a disperdersi molto velocemente e il contatto con l’ossigeno dell’aria provoca una rapida ossidazione: è una questione di ore e la cosa peggiora giorno dopo giorno. Il caffè, rinchiuso nelle confezioni che ci rassegniamo ad acquistare, ha già perso il meglio della sua anima, soprattutto se già macinato e poi impacchettato sotto vuoto. Viene nostalgia delle torrefazioni di un tempo, dove si poteva comprare caffè fresco di tostatura e dove, già fuori dal negozio, si udivano le sirene del caffè intonare il loro canto profumato. Ma ne esistono ancora? Ne conosciamo una a Quattro Castella (Torrefazione Picos), dove si può acquistare il caffè torrefatto in loco da Luigi Tondelli e vederlo all’opera nell’attività avviata del padre. Ci sono poi La Messicana e Torrefazione Hawaiana a Reggio città e Il Caffè della Rocca a Correggio, dove però il caffè non viene torrefatto in negozio, privandoci del grande piacere del suo profumo. Potrebbero essere comunque una soluzione per acquistare caffè di recente tostatura: dipende dalla frequenza con cui viene rinnovato, ovvero quanto a lungo rimane nei contenitori in negozio, che non sono a tenuta d’aria. Insomma, anche per il caffè, la freschezza è tutto. M.M. ’elenco di produttori che presentiamo in queste pagine non ha la pretesa di essere esaustivo: sono semplicemente contadini ed artigiani che conosciamo, di cui abbiamo avuto modo di verificare la qualità e la serietà. Probabilmente ce ne sono altri nella nostra provincia o comunque nelle sue immediate vicinanze: se ne conoscete qualcuno vi chiediamo di segnalarcelo, scrivendo all’indirizzo info@slowfoodreggio.it; verificheremo e aggiorneremo queste informazioni sul nostro sito (www.slowfoodreggio.it). Si tratta, comunque, di un elenco di produttori locali di cibo di qualità e salubre (abbiamo cercato di privilegiare le produzioni da agricoltura biologica), presso cui andare direttamente a fare la spesa, che vendono on-line o che sono presenti con punti vendita in città o al mercato contadino del sabato mattina in piazza Fontanesi. Una reale alternativa, quindi, al sistema della grande distribuzione e al tempo stesso una sfida alle catene di supermercati più at- L Qualità, ambiente, tradizione: consigli per una “spesa giusta” tente alla qualità, per stimolare anch’essi a privilegiare una produzione di cibo locale. Con che criterio abbiamo scelto le cantine che segnaliamo nelle prossime pagine? Non abbiamo compreso quelle già famose, che tutti conoscono e che hanno ottenuto tanti riconoscimenti, come ad esempio Medici Ermete che quest’anno ha raggiunto il traguardo storico dei tre bicchieri col suo “Concerto”, o Rinaldini citato e premiato da tutte le guide. Abbiamo segnalato solo piccole aziende agricole, gestite a livello familiare, che non si trovano nella grande distribuzione e che, al massimo, cominciano a fare capolino in qualche ristorante. Per loro la possibilità di vendita diretta può essere davvero importante. C’è ormai un arcipelago di questi piccoli produttori in provincia; tra i tanti ne abbiamo scelti alcuni, quelli che ci convincono di più. A nostro insindacabile e personalissimo giudizio, ovviamente. Il Mercato della Terra di Bologna Az. Agricola Zampa Nera Az. Agricola El Ramicero Farine, salumi Castelnovo ne´ Monti, Via Vigolo, 15/1 Tel. 0522.611485 vigolo.bio@libero.it L’azienda, immersa nel verde, produce mais, grano biologico, avena e kamut. La farina venduta nello spaccio interno è ottenuta macinando i cereali nel mulino con macina in pietra di cui è dotata l’azienda. Contiguo al mulino c’è un allevamento di suini di cinta senese allo stato brado, dai quali si ottengono ottimi salumi (in particolare il lardo). Formaggio Roncaglio di Canossa (RE), Via Casello Vecchio 9 Tel. 0522.876144 Il bresciano Roberto Molinari si è trasferito con la moglie Gabriella sulle colline di Canossa nel 1999, portando con sè la tradizione casearia della sua terra: questa piccola azienda produce un caciocavallo ispirato al provolone della valpadana (anche in varianti aromatizzate: noci, erba cipollina, timo, peperoncino), piccole caciotte e il grana di Roncaglio, eccellente formaggio grana in forme di circa 15 chilogrammi che somiglia vagamente al bagoss (grana bresciano). La produ- 4 PENSIERILENTI‘09 via Pomposa a Modena (martedì mattina e sabato mattina). Si coltivano anche ortaggi usati per conserve e nella cucina dell’annesso agriturismo. >> fai la spesa giusta è stata la prima azienda reggiana a produrre e commercializzare Parmigiano Reggiano con certificazione biologica. Produce inoltre miele e farine di grano tenero e di grano duro. zione artigianale è realizzata con il latte di sole tre vacche nutrite in modo naturale con foraggi biologici. El Ramicero è anche una fattoria didattica, con asini, maiali e animali di bassa corte. Az. Agricola Leoni Guido Cooperativa La Lucerna Frutta, confetture, succhi Budrio di Correggio , via Fornacelle 7 Tel. 339.8596426 L’azienda produce con metodo integrato, che prevede un uso ridotto di fitofarmaci, frutta di stagione (albicocche, duroni, pesche e nettarine, susine, pere, mele e uva da tavola) e miele; ma il prodotto più tipico è sicuramente la pera, che gode della denominazione IGP pera dell’Emilia Romagna, nelle varietà Williams Abate Fetel e pero Nobile, vecchia cultivar reggiana. Con le pere il giovane perito agrario Simone ha creato una linea di prodotti trasformati con un processo rispettoso della qualità della materia prima: deliziosi succhi di pera, confettura extra di pere e pere sciroppate con buccia. Gli acquisti si possono fare direttamente in azienda o al mercato di piazza Fontansi al sabato mattina (sconto 10% per i soci Slow Food). Frutta, verdura, conserve Lora di Campegine, via XXV Aprile 48 Tel. 0522.676590 www.cooplalucerna.it Questa cooperativa agricola promuove l’inserimento lavorativo dei disabili ed è dedita alla produzione biologica: è stata fondata vent’anni fa nei pressi di corte Gualtirolo (una delle storiche corti che diedero i natali al Parmigiano Reggiano). Produce verdure e ortaggi, meloni, cocomeri e fragole, ma anche lavorati come vino (lambrusco e malvasia), passata di pomodoro, sott’oli. Nello spaccio aziendale si trovano anche prodotti di altre aziende biologiche: frutta e agrumi, succhi di frutta, olio, pasta. La Lucerna è presente in alcuni mercati locali: sabato mattina in Piazza Fontanesi a Reggio Emilia e martedì mattina al mercatino bio di piazza Pomposa a Modena e a Carpi (in via Ugo da Carpi). Diversi gruppi di acquisto “fanno spesa” alla Lucerna (sconto 10% per i soci Slow Food). Az. Agricola “S. Barbara” - F.lli Zanni Cereali, farine, pasta Vezzano sul Crostolo (RE), via Campola 1 Tel. 0522.245262 www.agribiozanni.com In un antico edificio a torre presso il borgo di Sedrio sorge - immersa nel verde delle colline reggiane - l’azienda dei fratelli Zanni, che hanno scelto di coltivare la terra con metodi biologici certificati e gestiscono tutta la filiera di lavorazione dei loro cereali: farro, orzo, segale e grano duro. Presso l’azienda si possono acquistare farine macinate a pietra (di farro, di segale o di grano duro), pasta senza uovo con farina di farro o di grano antico, farro e orzo perlati, farro e orzo tostati, biscotti di farro. Fattoria Biologica Monte Valestra Az. Agricola Agriapistica La Natura Miele, “savurett” Carpineti, via Saccaggio 111 Tel 0522.818408 www.agriapisticalanatura.it È stata una delle prime Aziende certificate biologiche dell’Appennino Reggiano; produce miele (di castagno, di acacia, millefiori), confetture e distillati, tutto esclusivamente con materie prime del territorio e seguendo le ricette della tradizione. Molto particolare è il “savurett”, marmellata ottenuta dalla lunga cottura (26 ore) del succo e della polpa di alcune varietà di pere, tipica della zona di Carpineti. Proprio a Carpineti si svolge ogni anno in ottobre una festa dedicata alla preparazione del “savurett”, festa che dura esattamente 26 ore. Cooperativa Agricola La Collina Az. Agricola Il Grifo Carne suina Villa Bagno, via Lasagni 29 Tel. 0522.343188 www.ilgrifo.it Il Grifo alleva suini allo stato brado in aperta campagna: la carne di questi suini - in particolare di razza Mora Romagnola - è macellata e lavorata in azienda. Carni fresche, salumi e insaccati biologici e senza conservanti, oltre a cotechini e ai ciccioli reggiani sono i prodotti che si possono acquistare nello spaccio aziendale (lungo la strada che da Bagno porta verso Arceto) e al mercato bio di Frutta, verdura, carne, uova, conserve, pasta Reggio Emilia, via C. Teggi 38/42 Tel. 0522.306478 www.cooplacollina.it Fondata nel ‘75 per unire il lavoro comune e l’accoglienza del disagio sociale, coltiva ortaggi e cereali con metodo biologico e biodinamico. Nello spaccio e nei punti vendita in città (piazza San Prospero e via Toschi) si possono acquistare frutta e verdura appena colte, prodotti trasformati e vini tipici locali come lambrusco e malvasia, tutti certificati biologici, oltre a prodotti di aziende biologiche dal sud Italia (agrumi, pasta, vino, olio). Nella macelleria interna vengono vendute le carni biologiche di bovino, suino, coniglio e pollame allevati dalla consociata Cooperativa La Quercia nell’azienda di Crognolo (Borzano di Canossa). È presente anche un distributore di latte fresco. Carne ovina e bovina Valestra, via Montelago 126 Tel. 0522.893202 www.biomontevalestra.it Questa fattoria produce e vende carne bovina e ovina di animali allevati direttamente e alimentati esclusivamente con foraggi e cereali di propria produzione, senza utilizzo di fertilizzanti, prodotti chimici e OGM. Gli animali sono macellati a un’età compresa tra i 24 e 30 mesi (negli allevamenti convenzionali la maturità è solitamente raggiunta a 18-20 mesi). i prodotti della fattoria sono disponibili anche nel nuovo punto vendita a Muraglione di Baiso (dopo Roteglia lungo la strada che porta al Passo delle Radici). Az. Agricola Goldoni “Biogold” Formaggio, miele, farine Rivalta (RE), via Garavaldi 1 Tel. 0522.569593 bioglodre@libero.it Piccola azienda a conduzione famigliare, fonda i suoi sistemi di produzione sul rispetto del terreno, delle piante e degli animali e sull’impiego esclusivo di concimi e alimenti naturali. Biogold Formaggio C.V.P.A.R.R. - Consorzio di Valorizzazione Prodotti Antica Razza Reggiana Coviolo , via Fratelli Rosselli 41/2 Tel. 0522.294655 www.cvparr.com Azienda Agricola Benatti Agostino Guastalla - frazione S.Martino, via Ville 1 Tel. 0522.825778 fattoriabenatti@libero.it La Rossa Reggiana era diffusa a Reggio Emilia e province limitrofe quando, tra il XII e il XIII secolo, i monaci diedero vita al “formaggio grana” nelle grancie benedettine e cistercensi; è quindi la bovina che “tenne a battesimo” questo prodotto che in Produttori di Parmigiano Reggiano da latte di vacche rosse Cucina tradizionale Griglia a legna Cantina con oltre 450 vini e 100 tipi di birra La Vecchia di Vezzano sul Crostolo (RE) via Caduti della Bettola, 119 - Tel. 0522.200014 - www.podereelisa.it 5 anni più recenti prese il nome di Parmigiano Reggiano. Molto diffusa fino al secondo dopoguerra, fu sostituita dalle più produttive frisone rischiando di scomparire negli anni ’80 e si deve al C.V.P.A.R.R. il suo rilancio nei primi anni ’90: altri produttori hanno poi seguito questa strada. Il caseificio Notari di Coviolo è l’unico che produce ogni giorno Parmigiano Reggiano solo con latte di vacca rossa: un prodotto un po’ più costoso di quello “convenzionale”, ma di una qualità indiscutibile. Il latte dell’azienda Benatti è trasformato dal vicino caseificio in località San Girolamo e venduto nello spaccio aziendale. Prugne, confetture Lentiogione di Brescello - via Salvemini 16 Tel. 0522.680300 Gli alberi di prugna Zucchella di Lentigione sono ancora abbastanza diffusi nella Bassa Reggiana in quanto in passato si utilizzavano da maritare alla vite per la piantata e, anche se oggi le viti sono scomparse, molti filari sono sopravvissuti. Queste prugne, tradizionalmente, vengono trasformate in confetture: il loro elevato tenore zuccherino permette di aggiungere solo il 10% di zucchero nel prodotto. Recentemente è nata l’Associazione - con la collaborazione del Comune di Brescello - per la valorizzazione della prugna di Lentigione, costituita dai produttori per dare nuovo impulso alla coltivazione ed è stata avviata una piccola produzione di marmellata. Ass. per la valorizzazione della Prugna di Lentigione tinuato l’attività del padre cercando di valorizzare ulteriormente la carne di ovino, proponendo costine, arrosticini, salame e ultimamente anche la salsiccia. Le pecore macellate provengono tutte da allevamenti locali dell’Appennino Emiliano. Salumeria Zanelli Caseificio Canossa Formaggio Canossa, via Cavandola 1 Tel. 0522.877201 Di tanti caseifici di cui si poteva parlare - ognuno ha il suo di riferimento - abbiamo scelto di consigliarvi questo, vicinissimo alla rupe di Canossa. Siamo nel piccolo borgo di Cavandola, dove già borgo è una parola grossa: il Caseificio è di fronte ad una ex porcilaia che oggi si suole definire “ecomostro”. Il formaggio però è davvero eccellente: vale la pena di andare a fare un giro e farne scorta, anche perché è un caseificio davvero piccolo che lavora poche forme, con un casaro anziano e simpatico, e non vorremmo che lui e i suoi formaggi dovessero chiudere i battenti, inghiottiti dalla marginalità della montagna. Forno Moderno Prod. di Pecorino Reggiano Formaggio Azienda Agricola La Maestà - Tarabelloni Casina, via Faieto Tel. 0522.608063 lamaesta2003@libero.it Agriturismo Valle dei Cavalieri Ramiseto - località Succiso, via XXV Novembre, 46 Tel. 0522.892346 www.valledeicavalieri.it Anticamente terra di confine tra la cultura longobarda, dedita all’allevamento di suini e bovini, e quella bizantina, in cui prevaleva la pastorizia ovina, l’Appennino Reggiano è stato per secoli popolato da numerosi greggi di pecore. Con l’espansione dell’allevamento bovino per la produzione di Parmigiano Reggiano, nel corso del secolo scorso i greggi si sono drasticamente ridotti fin quasi a scomparire: resistono però ancora alcuni piccoli allevatori che con il latte dei loro greggi producono il tradizionale e ormai raro Pecorino dell’Appenno Reggiano, realizzato da latte crudo in forme di circa 2 chili: stagionato da tre fino a otto-dieci mesi, è più dolce di quello toscano, meno intenso ma ricco di profumi e molto equilibrato. Pane Reggio Emilia, via del Gattaglio 4/a Tel. 0522.451236 Conosciuto dai più come “Forno del Gattaglio”, a dispetto del nome è uno dei forni più vecchi tra quelli in attività a Reggio Emilia: avviato negli anni ’50 nel popolarissimo quartiere del Gattaglio è sempre affollato di clienti e trasuda reggianità: il suo pane è ritenuto da molti il migliore in città. Il pane più noto - saporito e leggero - è la “terina”, dalla caratteristica forma appuntita. Con la stessa farina locale e i lieviti di riporto si producono la tera, la tera da taglio e i ragnetti; questi tipici pani reggiani - che di solito si consumano in giornata - nel caso abbastanza unico del Forno del Gattaglio riescono ad essere buoni anche il giorno dopo. Trovate qui anche un ottimo gnocco al forno. Salumi, insaccati Felina (RE) , via Kennedy 42 Tel. 0522.814894 Fabrizio (Iccio) ha dato alla produzione della salumeria di famiglia - che vanta un’antica tradizione di norcineria - una forte impronta di qualità. I suini provengono dall’allevamento della locale Latteria Sociale il Fornacione o da quello all’aperto dello stesso Iccio, che li trasforma nei prodotti tipici della zona: coppa, pancetta, cotechino, fegatini, ciccioli, prosciutto e soprattutto zucco e salame fiorettino. Il salame fiorettino, unico salame tipico del nostro Appennino, si ottiene dalle parti nobili del maiale: viene insaccato nel budello gentile e chiuso con un nodo a forma di fiore (da cui il nome). Lo zucco (di forma tozza che ricorda appunto una zucca) è invece un insaccato che va consumato cotto: tipico del periodo invernale, ha un impasto simile a quello del cotechino con la particolarità di essere avvolto nella cotica del maiale. Il punto vendita si trova nel centro dell’abitato di Felina (sconto 10% per i soci Slow Food). Il Vascello del Monsignore Macelleria Ugoletti Carne ovina Carpineti, frazione Valestra 5 Tel. 0522.893206 L’attività della Macelleria ha avuto inizio negli anni ‘70 quando il titolare, trasferitosi dalla natia Baiso, iniziò a lavorare e a commercializzare la pecora come era tradizione nel suo paese d’origine. Le prime proposte della macelleria sono state le barzigole, bistecche ricavate dalla pancia della pecora che in passato erano conservate per lungo tempo in vaso in una sorta di salamoia o concia; in seguito è stato riscoperto il ”violino“, ovvero il prosciutto di pecora. Negli ultimi anni Oscar Ugoletti, insieme alla moglie Ilenia, ha con- Aceto Cervarezza Terme, via Ca’ di Sotto 5 Tel. 0522.527521 www.ilvascellodelmonsignore.com Produce aceto Stravecchio e Aromatico secondo antiche ricette di famiglia tramandate fin dal ‘700 e gelosamente custodite, così come antiche sono molte delle botti usate per l’invecchiamento. Tutti gli aceti sono esclusivamente di vino e vengono prodotti rispettando il più possibile le antiche originali lavorazioni attraverso gli aromi dei prodotti, semplici, dal gusto deciso e autentico. Per la produzione degli aceti aromatici vengono utilizzati solo ingredienti naturali: erbe e frutti che vengono raccolti personalmente da Irene, la produttrice, nei boschi e nei prati del nostro Appennino (sconto 10% per i soci Slow Food). Az. Agricola La Provvidenza Vino Canossa, Braglie di Rossena Tel. 3336657459 www.laprovvidenzavini.it I vigneti di questa azienda si trovano a circa 400 metri di altitudine, alle pendici della rupe su cui 6 PENSIERILENTI‘09 cobazzi di produrre vini in grado di esprimere le potenzialità di un territorio molto vocato, noto fin dai tempi del Granducato di Modena e Reggio per suoi “buoni vini”. La produzione segue il metodo biodinamico, basata su pratiche agronomiche e di cantina mirate al rispetto della natura e alla sua piena espressione vitale. I 12 ettari vitati della tenuta sono coltivati quasi interamente a Spergola (uva bianca autoctona dei colli scandianesi) e a Cabernet-Sauvignon, da cui si ottengono vini bianchi, rossi e spumanti, acquistabili direttamente in azienda. >> fai la spesa giusta Az. Agricola Il Quarticello sorge il Castello di Rossena: il terreno argilloso e sassoso, la buona esposizione e la forma d’allevamento a “spalliera bassa” garantiscono robustezza e intensità ai vini prodotti in piccola quantità: Lambrusco Reggiano (ottenuto quasi esclusivamente dalla varietà Maestri), Cabernet Sauvignon e passito di uve Sauvignon, tutti a denominazione di origine controllata. L’azienda, la cui sede legale è a Rivalta, non dispone di un punto vendita diretto: è quindi necessario telefonare per concordare una visita o un acquisto. Comunità dei produttori della zucca cappello da prete Zucche Istituto Tecnico Agrario “Zanelli” Coviolo , via Fratelli Rosselli 41/1 Tel. 0522.2280340 www.itazanelli.it (anche frutta di stagione) Azienda agricola Bedogna Tagliata di Guastalla, via Staffola 1 Tel. 0522.825424 (anche frutta, verdura e mostarde) Martignani Fabio San Martino di Guastalla, via Ville 18/2 Tel. 0522.328.1244093 Tipica della pianura reggiana e mantovana, la zucca Cappello da Prete deve il nome alla sua forma a turbante; l’aspetto variabile è dovuto alla scarsa selezione genetica. La sua polpa soda, dolce e povera di fibra è ideale per il ripieno dei tortelli e la preparazione dei gnocchi. Molto diffusa fino all’ultimo dopoguerra, è stata progressivamente sostituite da varietà più facili da cucinare o di pezzatura inferiore e più precoci, quindi più adatte alla grande distribuzione, ma la sua superiorità organolettica rimane indiscussa. Questi produttori stanno portando avanti un importante lavoro di salvaguardia ma anche di “riscoperta” e diffusione di questo prodotto reggiano, facendolo conoscere anche a chi ne ignorava l’esistenza. In particolare l’Istituto Agrario è molto attivo sul piano della difesa e del rilancio di varietà tradizonali reggiane: oltre alle zucche l’azienda dell’istituto produce diversi tipi di frutta, tra cui gli antichi e locali meloni Rospo, Banana e Ramparino. Az. Agr. Bini Denny - Podere Cipolla Vino, Confettura d’uva Coviolo di Reggio Emilia, via Pomponazzi 29 Tel. 320.0229600 denny.bini@libero.it Denny ha iniziato la sua attività nel 2003 su un terreno preso in affitto dal nonno: produce vini monovitigno pricipalmente da uve malbo gentile e lambrusco grasparossa. La volontà di lavorare secondo tradizione lo porta a usare solo lieviti indigeni e utilizzare la rifermentazione in bottiglia, senza procedimenti di chiarificazione o filtrazione; l’azione antiossidante dei lieviti sedimentati permette al vino di essere conservato per diversi anni. Oltre ai vini (lambruschi e frizzanti rossi, bianco frizzante e un passito) l’azienda propone una confettura realizzata con le proprie uve. Non è presente un punto vendita, per acquisti occorre telefonare; non è comunque imporbabile incontrare Denny in uno dei tanti mercati della provincia (sconto 15% per i soci Slow Food). Vino Montecchio Emilia, via Matilde di Canossa 1/a Tel. 0522.866220 www.quarticello.it I vini sono ottenuti da vitigni autoctoni, curati da Roberto Maestri che si occupa dell’azienda dal 2001, quando acquistò un vigneto in zona “Quarticello” a Montecchio. La passione lo ha coinvolto al punto da spingerlo a intraprendere il percorso per conseguire la laurea in viticoltura ed enologia. Dopo aver acquisto il titolo di enologo ed aver avuto diverse esperienze in cantina, dal 2006 ha iniziato a vinificare la propria uva producendo lambrusco (con rifermentazione in bottiglia), malvasia e passito. Az. Agricola Il Girasole Allevamento Chianina di Canossa Carne di bufalo Borzano di Albinea, via Melato 19 Tel. 0522.521951 www.agricolailgirasole.it Realtà più unica che rara nel nostro territorio, il Girasole alleva bufali maschi di razza mediterranea allo stato semibrado per la produzione di carne. Gli animali hanno a disposizione un ricovero dove vengono alimentati e dove possono riposare su lettiera di paglia; quando le condizioni climatiche lo consentono escono al pascolo e vivono all’aria aperta. La macellazione avviene al raggiungimento di un peso vivo di circa 450 Kg, quando la sapidità e la tenerezza della carne risultano ottimali. Piccole quantità per il consumo famigliare possono essere acquistate presso l’azienda, in pacchi (1/8, circa 20kg) composti da diversi tagli che possono essere confezionati in base alle esigenze. Tenuta di Aljano Vino Jano di Scandiano, via Figno 1 Tel. 0522 981193 www.tenutadialjano.it La tenuta si trova in splendida posizione, sulla collina ai piedi del borgo medioevale di Figno; la sua recente nascita (prima vinificazione il 2004) è frutto del desiderio della famiglia Ferioli-Gia- Carne bovina Casina, località Banzola di Paullo, 2 Tel. 0522.601230 www.chianinadicanossa.it L’Allevamento è il risultato della passione di Mauro e Umberto Bigi, che in trent’anni hanno trasformato un piccolo allevamento per “autoconsumo” in una vera azienda dinamica e moderna. Tutto il ciclo di produzione - interamente certificato biologico - è interno all’azienda: dalla coltivazione di foraggi e cereali per l’alimentazione dei bovini alla produzione di farine nell’impianto di molitura, dalla riproduzione con monta naturale fino alla macellazione. Gli animali allevati sono cresciuti tra i pascoli e le strutture coperte dell’allevamento con la finalità di fornire carni sane, buone e di qualità. La vendita diretta - su prenotazione - è relativa a “pacchi famiglia”, ovvero a lotti di carne corrispondenti minimo a 1/16 di bovino (22-25kg) composti da tagli misti. Torrefazione Lady Cafè Caffé San Secondo Parmense (PR), via Verdi 31 Tel. 0521.371091 www.torrefazioneladycafe.com “Solo arabica e passione“ è il motto di Massimo Bonini, intraprendente trentacinquenne che si dedica con abnegazione alla ricerca di frutti primigeni in purezza, provenienti dai villaggi caffeicoli più vocati, e alla loro attenta lavorazione nel rispetto delle tipicità della terra d’origine. La tostatura è fatta a fiamma diretta (torcia), con una vecchia tostatrice del 1954 cercata, scovata, restaurata e rimessa in funzione. Massimo rifiuta l’idea di miscelare caffè buoni con altri meno buoni e si concentra su selezioni di “mono origine”, con proposte che variano a seconda della disponibilità, tra cui il caffè del Presidio Slow Food di Huehuetenango (sconto 10% per i soci Slow Food). >> iniziative per i soci 7 Acetaia Ferdinando Cavalli (Scandiano) (Scandiano) Arrogant Pub Az. Agr. Bedogna (Tagliata di Guastalla) sconto 10% sconto 10% sconto 10% Az. Agr. Denny Bini - Podere Cipolla (Coviolo - Reggio Emilia) (Lesignano Bagni - PR) Az. Agr. Piantone di Grossi Claudio sconto 15% * (prodotti in vendita nello spaccio dell’ITA Zanelli) Az. Agr. Il Girasole (Borzano) sconto 10%* ** (prodotti in omaggio per un valore pari al 10% della spesa) Az. Agr. La Provvidenza (Canossa) omaggio 10%* sconto 10% sconto 10% sconto 10% sconto 10% sconto 10% Az. Agr. Leoni (Correggio) Coperativa La Lucerna (Lora di Campegine) (Arceto) Cantina di Arceto (Reggio Emilia) Enoteca Bigliardi & Garuti Geographica Viaggi (Montecchio Emilia) (Cervarezza Terme) (Reggio Emilia) *** (per i dettagli dell’offerta vedi inserzione a fondo pagina) Il Vascello del Monsignore La Bottega Gastronomica Lady Cafè (S. Secondo Parmense) sconto 4%*** sconto 10% sconto 10% sconto 10% sconto 10% sconto 10% Medici Ermete (Villa Gaida) (Felina) Salumeria Zanelli uali sono i motivi che inducono a dar vita a un gruppo d’acquisto? Poter acquistare cibo ed altri prodotti a prezzi più bassi che al dettaglio, alimenti che siano salubri e possibilmente di produzione locale. Questo è lo spirito che muove, in genere, i gruppi d’acquisto già presenti in provincia. Come Slow Food, nel pensare i criteri con cui gestire il nostro GAP (Gruppo d’Acquisto Popolare), abbiamo cercato di metterci del nostro, aggiungendo una grande attenzione alla qualità organolettica ed alla tipicità dei prodotti, approccio che da sempre ci contraddistingue. Abbiamo insomma cercato di ispirarci al nostro principio del “buono, pulito e giusto”. Non ci basta quindi che un alimento sia bio e prodotto localmente, ma vogliamo che sia anche buono, possibilmente molto buono. E non ci pare una cosa così strana… Guidati da buona dose di “laicità”, non abbiamo ceduto a tentazioni “integraliste”. Per cui alcuni prodotti che abbiamo ritenuto molto significativi sono stati inseriti anche se non provengono da agricoltura biologica. Altri prodotti che abbiamo scelto non potevano provenire da un ambito locale e, del resto, i commerci di cibo sono sempre esistiti; basta non arrivare ai paradossi di oggi, dove si pretende di mangiare fragole a dicembre, o si importano peperoni fatti in serie dall’Olanda, cosce di maiale surgelate dalla Cina, mele e pere (anche bio) dall’Argentina e kiwi dalla Nuova Zelanda. Abbiamo scelto, per esempio, un’ottima pasta di grano duro proveniente dalle Marche, dell’ingiustamente poco noto Pastificio Mancini, un’azienda che si occupa di tutta la filiera, dal campo di Q frumento al packaging. In un’ottica ambientale aveva senso scegliere un pastificio più vicino, magari più scadente, che comunque lavora grano duro del centro-sud? Per un bel sugo di pomodoro la scelta migliore sono probabilmente i pomodorini freschi, magari del proprio orto, ma fuori stagione ci vuole una bella scatola di pelati. E allora siamo andati su quelli del Presidio Slow Food del pomodoro San Marzano, quello vero coltivato sulle pendici del Vesuvio con metodo biologico. Affiancandolo col pomodorino del Piennolo, altro Presidio campano, un vero must sulla pizza. Per un bel risotto abbiamo scelto il riso più buono che ci sia in Italia, il carnaroli prodotto da Acquerello, certo abbastanza costoso, ma affiancandolo con l’eccellente ma più economico vialone nano del Presidio del riso di Grumolo dell’Abbadesse. Siamo riusciti, con grande fatica, a reperire il burro a latte crudo prodotto in Svizzera, altro Presidio. Su altri prodotti, come farine, confetture e succhi di frutta, e la chicca di una farina da polenta dell’antica varietà di mais ottofile, ci siamo serviti localmente. Per le birre solo prodotti artigianali, italiani ma con anche qualche sfizio dal Regno Unito. Per i vini abbiamo una sorpresa in serbo. Insomma, se vi interessa conoscere tutta la gamma di prodotti e far parte del nostro gruppo d’acquisto, andate a cercarvi sul nostro sito il catalogo (PDF da scaricare) e mettetevi in contatto con noi all’indirizzo email: gap@slowfoodreggio.it. Vi ricordiamo che possono fare parte del gruppo d’acquisto solo i soci Slow Food reggiani. (illustrazione di Fabio Vettori - cartoline di Slow Food) A Convenzioni per i soci Slow Food mici e sostenitori della condotta hanno proposto degli sconti riservati ai soci Slow Food per acquisti effettuati presso i loro punti vendita: ne riportiamo qui sotto l’elenco (disponibile anche sul nostro sito Internet). Invitiamo inoltre produttori, artigiani, esercenti interessati a una qualsiasi forma di convenzione a contattarci: il nominativo sarà inserito nella lista e comunicato a tutti i nostri soci. Gruppo d’Acquisto Popolare: spesa collettiva per i soci Acquisti diretti dai produttori “buoni, puliti e giusti” 8 n vista del congresso nazionale del 2010 Slow Food si è data come obiettivo di avere un “Progetto di Condotta” per ognuna delle condotte esistenti in Italia. Ciò significa ripensarsi un attimo, discutere cosa si vuole fare nei prossimi 4 anni, fino al successivo congresso nazionale, e come farlo; significa decidere se si vuole diventare grandi, anche a fronte di nuove e ambiziose sfide che l’Associazione si è scelta, che vorrebbero portarci a incidere sempre di più sulla vita italiana, in particolare per ciò che concerne il cibo, l’agricoltura e l’ambiente; significa infine completare il tragitto da una vita associativa un po’ sui generis, dove spesso il Fiduciario era “un uomo solo al comando”, ad una realtà associativa vera, dove il fiduciario presiede un Comitato di Condotta (ovvero la “Piccola Tavola”), che comprende i soci più attivi nella vita associativa, dove ognuno ha un suo ruolo, dove esiste un tesoriere e annualmente vengono stilati bilanci, dove i soci si incontrano non solo come fruitori di iniziative ma anche come protagonisti delle stesse. Lo stesso sistema di vero associazionismo verrà riproposto, ovviamente, anche in ciò che sta sopra le condotte: l’organizzazione di Slow Food a livello regionale e nazionale (anche qui ci sono “lavori in corso”). Insomma, Slow Food sta completando la sua metamorfosi: da “cosa” creata da un personaggio geniale e carismatico, Carlo Petrini, circondato da fedeli collaboratori e da uomini di fiducia sul territorio, impegnati a diffondere sul territorio intuizioni e pensieri d’avanguardia, ad associazione forte e radicata, che dal territorio può raccogliere idee ed energie. Per conseguire certi obiettivi, per incidere davvero nella società, non è più sufficiente l’attività che le condotte hanno sempre svolto, fatta di corsi, cene e degustazioni a tema; ma non saranno sufficienti nemmeno le attività innovative, come la creazione dei Mercati della Terra, la promozione del cibo locale, l’educazione al gusto dei bambini o gli orti scolastici. O meglio non sarà più sufficiente che Slow Food faccia queste cose in “splendida solitudine”. Il salto di qualità dovrà passare attraverso l’interazione e la I PENSIERILENTI‘09 collaborazione, a livello locale, con tutti i soggetti che ruotano attorno al cibo e all’agricoltura, con le altre associazioni che si occupano dei consumatori o dell’ambiente, ma anche con chi si occupa di altre attività solo in apparenza secondarie, come il camminare o l’andare in bicicletta (pensiamo ad associazioni come il CAI e Tuttinbici). Senza questi rapporti e questa bellissima rete di persone ed esperienze, per ora solo ipotetica ma che deve annodare le sue maglie, i nostri progetti non potranno essere efficaci. È ciò che Roberto Burdese, presidente >> verso il congresso d’avanguardia sull’educazione e con molto impegno sul settore della comunicazione, da queste pagine, al nuovo blog, alla rubrica che abbiamo tenuto su di un quotidiano locale. Ovviamente molto è ancora da fare. Vi proponiamo qui le idee elaborate dal Comitato di Condotta, invitando tutti i soci a inviarci un feedback, tramite email, sul blog, telefonando: poi troveremo un’occasione per discuterne a voce, entro primavera. In modo da arrivare all’appuntamento del congresso con un progetto il più possibile vissuto e condiviso. Proposte e idee per “fare Terra Madre” a casa nostra Progetto di Condotta in vista del congresso nazionale nazionale, ha chiamato “fare Terra Madre” a casa propria. Non è ovviamente facile. Non si tratta solo di organizzare una bella cena, piena di contenuti, o di proporre un istruttivo Master, ma di imbastire contatti e organizzare cose complesse, difficili per una struttura come la nostra, a livello locale basata solo sul volontariato. Ci sono in Italia Condotte che hanno già iniziato un’attività in sintonia con le nuove sfide e che sono ben strutturate e organizzate, altre che sono ancora basate quasi solo sul fiduciario, e con un tipo di attività che non va molto oltre la cena tematica. Proprio per questo motivo, fermarsi un attimo a pensare a chi siamo e cosa facciamo oggi, cosa vorremmo e potremmo fare domani, è davvero importante. E servirà a darci un quadro di che cosa è oggi Slow Food sul territorio. Per quel che ci riguarda, come Condotta pensiamo di essere a buon punto: abbiamo una struttura associativa vera, con un gruppo trainante che ha un’età media abbastanza bassa, almeno in rapporto al resto dell’associazione. L’attività negli ultimi anni si è evoluta molto, con progetti anche Educazione L’educazione - rivolta sia ai più piccoli che agli adulti - per Slow Food è sempre stata la via principale per trasmettere valori e formare coscienze da “coproduttore” (evoluzione del “consumatore”), un settore in cui da tempo a Reggio Emilia siamo particolarmente attivi. Non possono mancare i Master of Food, base formativa per gli appassionati che desiderino davvero capire il cibo, comprenderne le caratteristiche e le qualità, andare oltre quello che si vede nel piatto e scoprire cosa sta dietro alla sua realizzazione. L’intento - facendo i conti con l’effettiva ricettività del territorio - è di proporne due all’anno, uno in autunno e l’altro tra febbraio e aprile. Facendo poi tesoro delle nostre esperienze degli ultimi anni, abbiamo progettato un Laboratorio Itinerante di Educazione del Gusto da proporre in fiere e manifestazioni, rivolto ai bambini e alle famiglie. Questo è il nostro approccio all’educazione alimentare, che parte dai sensi e dal gusto e non dal “questo non mangiarlo perché fa male”: l’educazione alimentare con approccio “paternalista” si è dimostrata mol- Slow Food Reggio Emilia: chi siamo Soci della Condotta al 1 ottobre 2009: 157 Membri del Comitato di Condotta (Piccola Tavola): Mirco Marconi - fiduciario (47 anni, insegnante), Tiziana Bandini (37 anni, grafica); Giuliano Bartoli - tesoriere (44 anni, operaio), Denny Bini (32 anni, imprenditore agricolo); Valentina Brevini (30 anni, impiegata), Alessandro Crotti (40 anni, impiegato), Stefano Dall’Aglio - responsabile Gruppo d’Acquisto (40 anni, dirigente), Erica Maioli (20 anni, studentessa universitaria), Lorenzo Nasi - segretario, responsabile comunicazione (37 anni, grafico), Michele Reverberi (30 anni, giardiniere), Giulia Ruini (20 anni, studentessa universitaria), Pierluigi Tedeschi - responsabile locale guida Osterie d’Italia (46 anni, medico veterinario). Alcuni menbri della Piccola Tavola con “Carlin” Petrini 9 to meno efficace. Da questo Laboratorio possono nascere iniziative più strutturate nelle scuole, ripetendo l’esperienza già tenuta a Guastalla, coinvolgendo possibilmente anche le famiglie degli alunni; questo sarà possibile però solo col sostegno delle amministrazioni pubbliche, dato che la scuola oggi è pressoché priva di risorse economiche. Un altro importante progetto educativo è quello dell’Orto in Condotta - parte di un più ampio progetto di livello nazionale - che sta attualmente interessando due scuole grazie al coinvolgimento che spesso invitiamo alle manifestazioni. Promozione Promuovere un modello di consumo e produzione del cibo “buono, pulito e giusto” è un altro punto di forza dell’attività di Slow Food a livello sia locale che nazionale. La nostra presenza in fiere, manifestazioni ed eventi è finalizzata principalmente a entrare in contatto con il grande pubblico, anche chi non ci conosce; alcune sono ormai diventate per noi appuntamenti fissi, come Regustibus a Scandiano (che Newsletter e blog: “notizie slow” diventa digitale uesto nostro foglio - lo vogliamo chiamare annuario? - si presenta quest’anno con una nuova veste grafica, che abbiamo voluto rendere più accativante, e un nuovo nome. Il cambiamento è motivato dal fatto che abbiamo deciso di caratterizzarlo diversamente, connotandolo come strumento di comunicazione meno legato alla stretta attualità; in pratica un po’ meno house organ e più “luogo di incontro” anche per chi ancora non ci conosce, su cui leggere di temi più approfonditi e di più ampio respiro: da qui il “pensiero lento”. Tra l’altro - concediamoci questo momento di autoelogio - un’ulteriore spinta a “fare di più” ci viene anche da una piccola-grande soddifazione: il nostro giornalino “notizie slow” del 2008 è stata premiato infatti come miglior newsletter tra tutte le condotte Slow Food d’Italia. Q del Comune di Scandiano, dove dopo i corsi per gli insegnanti prenderà finalmente forma l’orto coltivato direttamente dai ragazzi. Tutela La tutela è un’altro “tema forte” di Slow Food, che si pone a difesa dei prodotti e produttori più deboli, quelli che seppure di qualità non possono permettersi una DOP, che sono a rischio perché tagliati fuori da un mercato che vuole solo prodotti standardizzati, quelli che paiono appartenere a “un altro tempo” ma che in realtà fanno parte del nostro patrimonio gastronomico e alimentare, spesso ultimi baluardi a difesa della biodiversità agraria. Si muove in questa direzione l’esperienza - in collaborazione con l’Istituto Tecnico Agrario Zanelli degli Ortolani Custodi, ovvero la distribuzione dei semi di antiche varietà locali reggiane: già da due anni coltivatori e semplici appassionati contribuiscono nei propri orti a riprodurre e preservare questo prezioso patrimonio genetico. Cercheremo in futuro di organizzare e strutturare meglio questo progetto che, partito un po’ per scommessa, ha suscitato un inaspettato interesse. Abbiamo promosso la nascita di due Comunità del Cibo di Terra Madre: quella della Zucca cappello da prete e dei meloni tradizionali e quella della Pecora cornella. Un terreno complesso, dove ci si deve confrontare con difficoltà, anche economiche, non sempre alla nostra portata. Non intendiamo però rinunciare alla difesa della nostra tradizione - che non è fatta, tanto per dire, di solo Parmigiano Reggiano - e continueremo quindi a proporre idee e stimolare produttori e istituzioni a percorrere questa strada. L’attenzione è sempre andata anche ad altre realtà locali, come la prugna zucchella di Lentigione o i produttori di varietà antiche di frutta o cereali, abbiamo contribuito a ideare), Piante e Animali Perduti a Guastalla e il festival Uguali_Diversi a Novellara. A dicembre sarà la volta di Terra Madre Day, destinato a divenire una ricorrenza annuale, mentre altre manifestazioni stanno prendendo forma. Stiamo investendo molto anche su altre forme di comunicazione, con una serie di strumenti articolati, come il nostro “sistema” blog/newsletter/ giornalino (di cui scriviamo qui a fianco). Senza comunque rinunciare alle tradizionali cene e degustazioni tematiche le quali, insieme alle visite ai produttori, sono validi e coinvolgenti strumenti che permettono di mettere a diretto contatto i nodi della rete di persone che vogliamo costruire. Proprio per questo è nata l’idea, da mettere in pratica a breve, di creare una “Rete Locale di Terra Madre”, mettendo in comunicazione tutti coloro che hanno un approccio e una visone dei temi del cibo e dell’agricoltura simile al nostro, pur occupando ruoli diversi. Quindi produttori, ovvero agricoltori e artigiani trasformatori, ristoratori, insegnanti e ricercatori, settori dell’USL che hanno a che fare con cibo e agricoltura, pubblici amministratori sensibili al tema, altre associazioni in qualche modo affini a noi. Il nostro ruolo sarebbe quello di facilitatori della comunicazione tra questi soggetti e di ideatori di iniziative comuni. Infine, ultimo nato, citiamo il nostro GAP - Gruppo d’Acquisto Popolare (abbiamo scelto questo nome diverso dagli altri e volutamente un po’ retrò, che ci ricorda i GAP partigiani, perché anche qui di resistenza si tratta, all’omologazione del cibo e delle coscienze): anche questo è un esempio concreto di come mettere in pratica la nostra idea di cibo e di filiera corta, promuovere un modello economico virtuoso e contribuire a sostenere e far conoscere un variegato gruppo di meritevoli produttori. Per tutto quello che concerne le notizie spicciole e gli aggiornamenti su eventi, attività e manifestazioni, abbiamo attivato un nuovo mezzo: da ottobre 2009 è finalmente online “notizie slow”, la versione aggiornata del sito Internet della Condotta (l’indirizzo però non è cambiato: digitate tranquillamente il solito www.slowfoodreggio.it). Rispetto al passato abbiamo scelto un format più snello e fruibile: si tratta in buona sostanza di un blog che sarà tenuto aggiornato (è un impegno che ci prendiamo!) non solo con tutte le informazioni inerenti le nostre attività, ma anche con contenuti relativi a eventi, fatti o manifestazioni di livello locale ma anche nazionale - che in un qualche modo possano risultare interessanti o affini al mondo Slow. “Notizie slow”, infine, sarà anche la nuova newsletter digitale che invieremo periodicamente a chi vorrà essere informato sulle nostre attività (per iscriversi è sufficiente inserire l’indirizzo email direttamente dalla home page del sito). Stay tuned! 10% di sconto sui prodotti di gastronomia per i soci Slow Food Reggio Emilia Il meglio della cucia tradizionale reggiana artigianale Laboratorio di gastronomia artigianale, specializzato nella cucina tipica reggiana. Prepariamo cappelletti, tortelli, lasagne, erbazzone e tante altre prelibatezze. Reggio Emilia, via del Chionso 26/F Tel. 0522.926335 www.bottegagastronomica.it 10 Viaggio attraverso i sensi dalle rive del Po a Terra Madre Un progetto di educazione del gusto nato a Guastalla Tutto iniziò a Guastalla, con i bambini e le maestre della scuola elementare Ferrante Gonzaga. Un paio di anni fa si presentò l’occasione di realizzare un’esperienza di educazione al gusto alla scuola elementare della cittadina in riva al Po. Esperienza nuova e stimolante, per noi “esperti” di gusto, ma tutta da inventare. Prendemmo ispirazione e idee da una bella pubblicazione appena sfornata dal settore educazione di Slow Food, intitolata “In che senso” e curata da Carla Barzanò. Della positiva esperienza guastallese, raccontammo nello scorso numero di questo giornale. Nella primavera del 2008 chi vi scrive, insieme ad altri docenti dei Master di Slow Food, venne coinvolto nella realizzazione di un percorso di educazione al gusto per gli agricoltori che, in autunno, sarebbero convenuti a Terra Madre. Persone da tutto il mondo, espertissime di agricoltura tradizionale, ma molto meno di gusto e quindi spesso in difficoltà nel descrivere le caratteristiche dei loro prodotti. Durante la progettazione dell’allestimento, che a Terra Madre avrebbe visto partecipare circa 2.000 persone da decine di Paesi diversi, ci venne l’idea di girare un video introduttivo; come sempre in Slow Food con poche risorse economiche e tanta fantasia. E chi meglio dei bambini di Guastalla, bravi, simpatici e provenienti da classi multietniche, poteva esserne interprete? Così nacque il video “Alle origini del gusto”, con attori protagonisti Davide e Denise, allora in quinta elementare, affiancati dal personaggio animato Gustavo e dagli altri bambini della scuola. Il video e tutto il percorso allestito a Terra Madre ebbero un notevole successo che, come potete leggere nello spazio qui a fianco, è andato ben oltre ogni aspettativa. E dal momento che la Condotta Slow Food di Reggio Emilia ha avuto un ruolo importante in quest’avventura, abbiamo pensato di mettere a frutto la nostra esperienza, creando un Laboratorio di Educazione al Gusto Itinerante, che avrà la sua prima assoluta in novembre, all’interno di Regustibus a Scandiano. Mirco Marconi PENSIERILENTI‘09 >> educazione Sotto, alcuni dei protagonisti del video “Alle origini del Gusto”: Denise, Davide, Lakhi, Sammy e il personaggio Gustavo Laboratorio Itinerante di Educazione al Gusto La Condotta Slow Food di Reggio Emilia ha allestito un Laboratorio Itinerante di Educazione al Gusto, composto di varie tappe in cui, di assaggio in assaggio, si scoprono tutti i “segreti” che stanno alla base al funzionamento dei nostri sensi quando mangiamo e beviamo qualcosa. Il laboratorio può essere rivolto ai bambini ma anche ad un pubblico adulto ed è disponibile per manifestazioni ed eventi. Chi fosse interessato può contattarci a questi recapiti: info@slowfoodreggio.it - Tel. 340.5530549 “Alle origini del gusto”, kit didattico in 7 lingue Il nuovo kit per l'educazione sensoriale di Slow Food, "Alle origini del gusto" (presentato come progetto pilota a Terra Madre 2008), è finalmente disponibile. Nel video introduttivo i partecipanti familiarizzano con i concetti fondamentali del gusto. Poi, il kit offre una serie di giochi interattivi articolati in sei sezioni: gusto, vista, odore, tatto, udito e multisensorialità. Ad aprile circa 200 bambini canadesi si sono avventurati in questo mondo sensoriale, in occasione della presentazione del kit organizzata da Slow Food Toronto e da Slow Food Prince Edward County, nell'ambito di un festival dello sciroppo d'acero. In Austria, il convivium di Linz ha presentato il kit nell'ambito del più importante festival cittadino, che si tiene dal 30 maggio al 1° giugno: più di 200 fra adulti e bambini hanno completato il percorso didattico. A giugno, Slow Food UK e il convivium di Oxon, nell'ambito del Children’s Food Festival, hanno organizzato un programma didattico con cinque “isole del gusto” e racconti di agricoltori e produttori locali. In Uganda, Slow Food Mukono ha iniziato a usare il programma con i bambini coinvolti in 15 progetti di orti scolastici: i bambini hanno esplorato le loro capacità sensoriali con la verdura e la frutta che avevano coltivato e raccolto. Il percorso sensoriale sarà presto sperimentato nell'ambito di progetti di educazione del gusto in Bielorussia, Azerbaijan, Turkmenistan, Ucraina e in America Latina. Il kit è stato realizzato in sette lingue: l'inglese, l'italiano e il russo sono già disponibili; il tedesco, il francese, lo spagnolo e il portoghese saranno pronti a breve. Per maggiori informazioni o per richiedere il kit si prega di contattare Slow Food Education (education@slowfood.com). Il video “Alle origini del gusto” è visibile gratuitamente nella sezione “multimedia” del sito Internet di Slow Food (www.slowfood.it).
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