Archeomatica 2 2010 - Page 1 - Archeomatica numero 2 del Giugno 2010 Anno I - Numero II giugno 2010 PALAZZO TE A MANTOVA ArcheomaticA UNA NUOVA TECNICA PER IL RILIEVO: LA FOTOGRAMMETRIA SFERICA SEPOLCRO DEI PLAUTI: ANALISI DIAGNOSTICHE PER LA CONSERVAZIONE MOLTO RUMORE PER NULLA METODI E MODALITÀ PER LA COPERTURA DI SITI ARCHEOLOGICI Tecnologie per i Beni Culturali TECNOLOGIE E ALLESTIMENTO MUSEALE: IL CARAVAGGIO DI CARPINETO D ue processi contrapposti in atto: da un lato la privatizzazione dei beni comuni, in primis quelli culturali, dall'altro la crescita della comunità della conoscenza che si autorganizza scegliendo la strada della condivisione e della socializzazione. In mezzo la tecnologia, per nulla neutra. E poi Archeomatica un piccolissimo punto di osservazione di tutto quanto accade. Il processo di appropriazione privata di tutto ciò che per secoli è stato bene comune prosegue e dilaga investendo ogni ambito della nostra vita. Un imponente passaggio di mano ed una concentrazione della proprietà. Risorse materiali e basi biologiche, conoscenza scientifica e diritti collettivi, istruzione e idee, beni immateriali e immaginario, relazioni ed emozioni, servizi sociali e salute, l'acqua e forse, domani, anche l'aria. Preoccupa particolarmente noi che ci occupiamo di patrimonio culturale la crassa prepotenza di chi vorrebbe alienare i monumenti o fare cassa disarticolando il tessuto culturale del territorio, palesando così che nulla è capace più di cogliere, nulla è capace più di vedere e sentire in un'opera d'arte, fuorché il valore immediatamente economico, e che nulla sa della complessità pluridimensionale e di relazioni irriducibili, a volte immateriali e simboliche, che si realizza nei secoli nel paesaggio. Non programmi aberranti, ma coerenti manifestazioni di un fenomeno ben più vasto e pervasivo iniziato in Occidente qualche secolo fa con le enclosures inglesi. Tutto nel nome dell'ideologia modernizzatrice del mercato e della valorizzazione economica perseguita ciecamente e pervicacemente con dispositivi normativi sempre più adeguati e stringenti a legalizzare e difendere la rapacità proprietaria: la proprietà intellettuale ed i brevetti che riducono la scienza, le risorse di informazione e di conoscenza a merci. Eppure proprio come scriveva Hölderlin "Wo aber Gefahr ist, wächst das Rettende auch". A confermarcelo è l'altra vicenda dei nostri giorni, che ha radici altrettanto lontane: la storia di uomini e di donne che credendo nel Comune da realizzarsi, da vivere ogni giorno, consapevoli che la scienza è il risultato dell’interazione di tutti gli esseri umani fra loro, producono, cooperando fra loro, al di là di ogni formalismo contrattuale, mercantile e utilitarista, conoscenza e cultura. Tante esperienze di produzione e fruizione della conoscenza scientifica contro le nuove enclosures, che hanno trovato nello sviluppo dell'informatica ed in internet un primo strumento di diffusione e che dimostrano che la condivisione non solamente è una pratica possibile ma anche vincente, capace di garantire una migliore innovazione tecnologica e creare anche sviluppo e ricchezza non per pochi ma per tutti. Tanti sistemi open source: dal software rilasciato mediante licenze che ne garantiscono la libera distribuzione, riviste e database open access che infrangono il segreto imposto dalle imprese sulle basi conoscitive, espressioni della creatività artistica che trovano nuove forme di tutela, liberate dall’individualismo proprietario. Tanti laboratori virtuali che lavorano in rete senza che gli obiettivi di ricerca siano dettati dalle imprese con la catena calibrata sulle esigenze di immediato ritorno degli investimenti. Sì anche la ricerca "fine a se stessa"! La turris eburnea dell'Accademia, che si era consolidata grazie al monopolio dell'informazione, incomincia a scricchiolare e con lei ogni barriera di potere all'accesso culturale ed alla scienza. Ma è possibile un processo di costruzione sociale di tecnologie che riguardino ambiti diversi da quello informatico? Archeomatica ha colto in questi mesi, nel settore dei beni culturali, i segni di questa volontà di autorganizzazione della ricerca, di fare rete al di là degli steccati accademici, ed intende proseguire con entusiasmo e forse con un briciolo di utopia ad offrire il suo piccolo contributo di stimoli e di connessioni, perché il processo di autorganizzazione del sapere e delle informazioni si sviluppi nel settore del patrimonio culturale anche con lo scopo di agevolare la fruizione del patrimonio. La nostra ricchezza, ma non nel senso che intendevano i protagonisti dell’ Hochkapitalismus e intendono i loro tardi epigoni contemporanei. MICHELE FASOLO DIRETTORE RESPONSABILE michele.fasolo@archeomatica.it EDITORIALE SCIENZA E TECNOLOGIE CONTRO LE NUOVE ENCLOSURES: LA SFIDA PUÒ ESSERE VINTA? DOCUMENTAZIONE 6 La fotogrammetria sferica Una nuova tecnica per il rilievo dei vicini DI GABRIELE FANGI 12 Sicurezza, conservazione e valorizzazione dei BBCC: un’opera di Caravaggio nel museo di Carpineto Romano DI SANDRO MASSA, LUCA PAPI E ROBERTA SIDERA RESTAURO 16 Studio storico e conservativo del Sepolcro dei Plautii a Tivoli DI CRISTINA GIAGNACOVO E CLAUDIA PELOSI SCHEDE TECNICHE 26 Modus operandi - Documentazione informatica delle attività di conservazione e restauro DI MASSIMO CHIMENTI 28 Alphabeti – la nuova dimensione dell’arte RESTAURO 30 A contatto con l’antico - Ideazione di un sistema di copertura in elementi modulari di alluminio per siti archeologici DI CLAUDIO MERLER MUSEI 36 La valorizzazione tecnologica dei Beni Culturali DI MICHELE TRIMARCHI, STEFANO MONTI, VALENTINA FOSSATI, FEDERICA GANDOLFI DIRETTORE RENZO CARLUCCI DIRETTORE@ARCHEOMATICA.IT DIRETTORE RESPONSABILE MICHELE FASOLO MICHELE.FASOLO@ARCHEOMATICA.IT COMITATO SCIENTIFICO MAURIZIO FORTE BERNARD FRISCHER SANDRO MASSA MAURA MEDRI MARIO MICHELI STEFANO MONTI FRANCESCO PROSPERETTI FRANCESCA SALVEMINI REDAZIONE FULVIO BERNARDINI REDAZIONE@ARCHEOMATICA.IT GIOVANNA CASTELLI GIOVANNA.CASTELLI@ARCHEOMATICA.IT ELENA LATINI ELENA.LATINI@ARCHEOMATICA.IT SANDRA LEONARDI SANDRA.LEONARDI@ARCHEOMATICA.IT AMALIA RUSSO AMALIA.RUSSO@ARCHEOMATICA.IT DOMENICO SANTARSIERO DOMENICO.SANTARSIERO@ARCHEOMATICA.IT MARKETING E DISTRIBUZIONE ALFONSO QUAGLIONE A.QUAGLIONE@ARCHEOMATICA.IT ArcheomaticA PALAZZO TE A MANTOVA ArcheomaticA UNA NUOVA TECNICA PER IL RILIEVO: LA FOTOGRAMMETRIA SFERICA SEPOLCRO DEI PLAUTI: ANALISI DIAGNOSTICHE PER LA CONSERVAZIONE MOLTO RUMORE PER NULLA METODI E MODALITÀ PER LA COPERTURA DI SITI ARCHEOLOGICI Tecnologie per i Beni Culturali TECNOLOGIE E ALLESTIMENTO MUSEALE: IL CARAVAGGIO DI CARPINETO In copertina un'opera del Caravaggio: San Francesco in meditazione - Museo di Carpineto Romano (RM) Tecnologie per i Beni Culturali Anno 1, N° 2 - giugno 2010 IN QUESTO NUMERO Gli articoli firmati impegnano solo la responsabilità dell’autore. È vietata la riproduzione anche parziale del contenuto di questo numero della Rivista in qualsiasi forma e con qualsiasi procedimento elettronico o meccanico, ivi inclusi i sistemi di archiviazione e prelievo dati, senza il consenso scritto dell’editore. RUBRICHE 24 AGORÀ Notizie dal mercato 50 AZIENDE E PRODOTTI Soluzioni allo stato dell’arte 54 EU AND WORLD HERITAGE Notizie da UNESCO e ICCROM 64 RECENSIONI (RE) Design del territorio 66 EVENTI 40 Molto rumore per nulla DI GIUSEPPE MAINO ARTE E SCIENZA 42 Un San Francesco di Caravaggio DI FRANCESCA SALVEMINI FORMAZIONE 46 A scuola di archeologia Laboratorio scolastico di chimica: dallo scavo alla mostra DI STEFANIA SEBASTIANI UNIVERSITÀ E RICERCA 52 NEREA network per il restauro avanzato DI GIUSEPPE MAINO INTERVISTA 56 Dna Italia, il primo salone italiano dedicato alle tecnologie per i Beni Culturali INTERVISTA AD ANDREA GRANELLI DI FULVIO BERNANDINI GUEST PAPER 58 Imaging the Sanctuary of Hercules Victor DI JONATHAN WESTIN E THOMMY ERIKSSON DIFFUSIONE E AMMINISTRAZIONE TATIANA IASILLO DIFFUSIONE@ARCHEOMATICA.IT VIALE CRISTOFORO COLOMBO, 436 00145 ROMA TEL. 06.62.27.96.12 FAX. 06.62.20.95.10 WWW.ARCHEOMATICA.IT EDITORE A&C2000 S.R.L. Archeomatica è una testata registrata al Tribunale di Roma con il numero 395/2009 del 19 novembre 2009 ISSN 2037-2485 PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE DANIELE CARLUCCI DANIELE@ARCHEOMATICA.IT STAMPA FUTURA GRAFICA 70 VIA ANICIO PAOLINO, 21 00178 ROMA CONDIZIONI DI ABBONAMENTO La quota annuale di abbonamento alla rivista è di € 45,00. Il prezzo di ciascun fascicolo compreso nell’abbonamento è di € 12,00. Il prezzo di ciascun fascicolo arretrato è di € 15,00. I prezzi indicati si intendono Iva inclusa. Per abbonarsi: www.archeomatica.it HANNO COLLABOTATO A QUESTO NUMERO: Massimo Chimenti, Gabriele Fangi, Valentina Fossati, Federica Gandolfi, Cristina Giagnacovo, Giuseppe Maino, Ruggero Martines, Sandro Massa, Claudio Merler, Stefano Monti, Luca Papi, Claudia Pelosi, Aldo Riggio, Stefania Sebastiani, Roberta Sidera, Michele Trimarchi, Thommy Eriksson, Jonathan Westing. 6 ArcheomaticA N° 2 giugno 2010 DOCUMENTAZIONE L a formazione dei cosiddetti mosaici di scena costituisce un caso mol- to particolare nel campo della fotogrammetria sferica. Il ricampiona- mento segue tecniche proprie delle rappresentazioni cartografiche. Da un unico punto l’orizzonte viene ricoperto da immagini parzialmente ricoprentesi. Le fotografie vengono poi proiettate su una sfera virtua- le che a sua volta è mappata su piano secondo la cosiddetta proiezione azimut-zenit o equirettangolare ovvero latitudine-longitudine, chiamato anche panorama sferico. Le equazioni della rappresentazione sono molto semplici x=r.θ e y = φ.r ove θ e φ sono gli angoli di direzione al punto oggetto, x e y le coordinate immagine ed r il raggio della sfera. LA FOTOGRAMMETRIA SFERICA UNA NUOVA TECNICA PER IL RILIEVO DEI VICINI di Gabriele Fangi Grazie all'elevata tecnicità della fotografia digitale, la fotogrammetria sferica ha ampliato le proprie capacità. Il ricampionamento, la correlazione di immagine o lo stitching permettono di realizzare fotomosaici accrescendo, così, la già lunga storia della fotogrammetria architettonica Chiesa di S. Maria della Ca- rità (AP) - Uno dei panorami dell’interno. Tecnologie per i Beni Culturali 7 In altre parole le coordinate immagine del panorama sfe- rico, sono la registrazione delle direzioni al punto scalate di un valore pari al raggio della sfera, tutte quelle che si otterrebbero con un teodolite. La principale differenza con questo, a parte ovviamente la precisione, è che l'asse della sfera non può essere messo verticale con lo stesso grado di precisione d, è quindi necessario stimare due angoli di rota- zione attorno ai due assi orizzontali x e y. Le equazioni tra le coordinate terreno X, Y, Z di un arbitrario punto oggetto P, le coordinate sfera X',Y',Z' del suo punto immagine P', in un sistema centrato nel centro della sfera di coordinate X0 , Y0 , e Z0 e parallelo a quello terreno, sono La proiezione latitudine-longitudine Dividendo la prima per la seconda si elimina la distanza all’oggetto d e le [1] diventano con semplici passaggi: Se poniamo dαx =dαy =0 otteniamo le consuete equazioni alla direzione orizzontale e all’angolo zenitale, avendo trascu- rato l’effetto di sfericità e rifrazione. La restituzione avviene per intersezione di due o più rette proiettive [2]. I panorami vengono orientati come si orien- ta una stazione di teodolite. In alternativa si può usare la tecnica della “poligonale cieca” (Fangi 1998), cioè usare la condizione di complanarità per orientare un panorama rispetto ad un altro. In questo caso, si stimano le coordinate modello di una serie di punti e si effettua la rototraslazione nel sistema di riferimento. I modelli attigui possono essere concatenati. Da ultimo si può effettuare la compensazione di blocco a fasci proiettivi. [2] Ove si accetti una precisione ridotta si può usare il norma- le software topografico, ovvero effettuare compensazioni combinate teodolite-panorami. I vantaggi di questa tecnica consistono nel fatto che si ha a disposizione una specie di (pseudo) fotocamera ideale: • risoluzione molto elevata (es. 30.000 x 15.000 pixel); • costi molto bassi; • angolo di campo fino a 360°; • libretto di campagna ideale in cui sono registrate tutte le possibili direzioni angolari provenienti da un punto; • estrema velocità di esecuzione; • nessuna distorsione; • possibilità di usare normale software topografico; • possibilità di effettuare compensazioni combinate teodolite-panorama. ALCUNI ESEMPI Gli esempi di restituzione di beni culturali ottenuti con la fotogrammetria sferica sono ormai molto numerosi, come gli interni delle chiese, le facciate monumentali, piazze. Si presentano qui tre casi esemplari per certi versi antitetici fra loro, ciascuno con una sua particolarità: la chiesa di Santa Maria della Carità ad Ascoli Pi-1. ceno; Plaza de Armas a Cuzco, Perù;2. Ad Deir (Monastero) a Petra, Giordania.3. Il primo caso riportato fa riferimento ad un rilievo eseguito dal laboratorio del dipartimento come attività conto terzi; obbiettivo del lavoro: soddisfare le richieste di una commit- tenza. Negli altri casi si trattava di riprese fotografiche nate in occasione di viaggi turistici, quindi senza pretese di com- pletezza. Nel caso di un lavoro commissionato, si debbono soddisfare requisiti di precisione e di interezza che rendono il lavoro alquanto oneroso. Al contrario quando si agisce en tourist, l’obiettivo consiste solamente nel raggiungimento di una testimonianza, di una documentazione che non può essere completa né esaustiva, ma solamente la più ricca possibile di informazioni e di documentazione, compatibil- mente con tempi disponibili, sempre molto limitati. LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA CARITÀ AD ASCOLI PICENO Si tratta di una chiesa barocca, costruita nel XVI secolo, su disegni di Cola d’Amatrice e di Conte Conti, dalle notevoli e ricche decorazioni. L’interno è a navata unica coperta a botte e contraffortata da sette muri trasversali, fra i quali sono sistemate le cappelle, termina con una zona absidale [1] 8 ArcheomaticA N° 2 giugno 2010 dove si trova l’altare maggiore. Dopo gli eventi sismici di aprile 2009, si voleva accertare la condizione di stabilità dell’edificio. Il rilievo è stato eseguito con la tecnica della fotogrammetria sferica. Per la misura di alcune particolari- tà come la verticalità delle pareti e le sezioni della volta, si è proceduto per rilievo diretto con stazione totale reflec- torless per punti isolati. Sono stati realizzati: • una rete di circa cinquanta punti di appoggio costituita da quattro stazioni, una collocata all’interno, una per la facciata, due per la copertura; • diciassette panorami all’interno della chiesa, quattro per la facciata, e dieci per la copertura. La precisione di restituzione è stata soddisfacente, dell’or- dine del centimetro, al di là delle aspettative. IL MONOPLOTTING Quando l’oggetto da restituire giace su un piano oppure su una superficie definibile matematicamente attraverso punti è possibile la restituzione da un solo panorama. Le rette pro- iettive vengono intersecate con la superficie. In questa ma- niera è possibile restituire forme complesse, non altrimenti restituibili in monoscopia. La restituzione del decoro interno della chiesa è avvenuto con il monoplotting. Individuato il piano medio, la restituzione è avvenuta tramite il panorama frontale. La procedura non è rigorosa, ma non si avevano alternative e comunque la committenza non era interessata tanto al decoro quanto alla strutture dell’edificio. PLAZA DE ARMAS – CUZCO, PERÚ Cuore dell’antica capitale Incas, Plaza de Armas a Cuzco espone una serie pregevolissima di monumenti barocchi spagnoli coloniali, tra i quali la Cattedrale, la chiesa della Compagnia del Gesù e l’ingresso monumentale dell’Universi- tà di Sant’Antonio Abate, la seconda università più antica del sud America. Nel novembre 2007, in occasione di una visita turistica, sono stati realizzati tredici panorami, di cui dieci disposti lungo il perimetro della piazza, e tre in posizione centrale. Nessuna misura è stata effettuata sul posto. Chiesa di S. Maria della Carità (AP) – Il modello a filo di ferro (G. Fangi). La Chiesa di S. Maria della Carità – Sezione trasversale (G. Mariotti, M. Villani, L. Baldassarri). Chiesa di S. Maria della Carità – sezione longitudinale (G. Mariotti, M. Villani, L. Baldassarri). La chiesa S. Maria della Carità (AP) – Il disegno del decoro interno è sta- to ottenuto con il monoplotting (G. Mariotti, M. Villani, L. Baldassarri). Chiesa di S. Maria della Carità (AP) - Uno dei panorami della facciata, la curvatura visibile si deve alla proiezione sferica. Tecnologie per i Beni Culturali 9 In un secondo momento, è stato realizzato il modello, orien- tato e dimensionato con le coordinate UTM fornite da Goo- gle Earth ad alta risoluzione, non avendo niente di meglio a disposizione per l’orientamento e il dimensionamento (Fan- gi 2008b). AD DEIR - PETRA - GIORDANIA Si tratta del monumento più pregevole dell’architettura na- batea. Costruito nel I secolo a.C., probabilmente in ono- re del re Obada I, il monumento è stato ricavato scavando nella roccia tenera della montagna. Le sue dimensioni sono imponenti, l’altezza arriva a 45 metri. La facciata, artico- lata su due piani, è caratterizzata da imponenti colonne e culmina in alto con una grande urna circolare sopra un cor- po cilindrico posto in posizione centrale, nel mezzo di due timpani triangolari simmetrici spezzati. In alto il fregio con triglifi, metope circolari e capitelli, si presenta nel tipico stile nabateo, caratterizzato da una estrema stilizzazione e semplicità; davanti al Monastero si apre un grande piazzale, probabilmente destinato alle cerimonie. Plaza de Armas, Cuzco, Perù - Modello a filo di ferro, a sinistra la Cattedrale, a destra la chiesa della Compagnia del Gesù (restituzione G. Fangi). Chiesa della compagnia del Gesù - Render (C.M. Agostani). Ad Deir, Petra. Il panorama di sinistra. 10 ArcheomaticA N° 2 giugno 2010 IL RILIEVO Nell’aprile 2008 sono stati realizzati tre panorami da po- sizione frontale. Per il dimensionamento del modello, si è potuta prendere solamente una misura di distanza, con un distanziometro disto. Le fasi della restituzione sono state: orientamento dei panorami, formazione del mo-1. dello, e suo dimensionamento; realizzazione del modello a filo di ferro;2. modello solido approssimativo;3. fotoediting4. o fotomodellazione in ambiente CAD mediante proiezione dei panorami orientati sopra il modello grezzo. LA FOTOMODELLAZIONE La restituzione a filo di ferro produceva un risultato poco soddisfacente in quanto, a causa della mancanza di stereo- scopia, è stato impossibile restituire la quasi totalità del mo- numento costituito da superfici irregolari. La superficie del tempio infatti si presenta alquanto erosa a causa dell’azio- ne del vento e del tempo sulla roccia tenera. Per ovviare a questo limite si è pensato di fare ricorso al fotoediting in ambiente CAD. In primo luogo si è passati dal modello a filo di ferro al modello solido, ancorché molto approssimativo. In ambiente 3D Studio sono stati quindi immessi i panora- mi orientati, dei quali erano note la posizione e l’orien- tamento. Il panorama, così posizionato, è stato proiettato sopra il modello, rendendo possibile l’editing del modello, modificandone la forma, aggiungendo dettagli, fino a quan- do questo non coincideva con la proiezione del panorama. Infine il panorama proiettato ha “vestito” il modello finale, costituendone la texture. Il procedimento descritto, è stato ideato e messo in opera da Enzo D’Annibale (D’Annibale, Fangi 2009). CONCLUSIONI La fotogrammetria sferica apre un nuovo capitolo della storia, alquanto lunga, della fotogrammetria architettoni- ca. Tale tecnica è caratterizzata da velocità di esecuzione, completezza della documentazione ed esiguità dei costi e consente inoltre la formazione di filmati Quicktime, interat- tivi, validissimi strumenti di documentazione. ABSTRACT Spherical Photogrammetry Photogrammetry has expanded its horizons thanks to digital pho- tography with techniques such as resampling, image enhancemnt or correlation of image; among the possibilities introduced the image stitching enables to paste partial photos. Through the new possibili- ties offered by spherical photogrammetry, it’ll open a new chapter of history of the architectural photogrammetry. AUTORE GABRIELE FANGI GABRIELEFANGI@GMAIL.COM RIFERIMENTI Armetta V., Dominaci D., Fangi G. (2008),• Applicazione di fotogrammetria panoramica per il rilievo della chiesa di San Cataldo a Palermo, 12a Conferenza Nazionale Asita, L'Aquila, 21- 24 ottobre 2008, pp. 159-164. D’Annibale E., Fangi G. (2009)• , Interactive modeling by projection of oriented spherical panorama, 3D-Arc’2009, 3D Virtual Reconstruction and Visualization of complex Architectures – Trento 25-29 febbraio 2009- ISPRS Archives - Vol XXXVIII-5/W1 1682-1777. Fangi G. (2007a),• Una nuova fotogrammetria architettonica con i panorami sferici multimmagine, in Atti Convegno Sifet, Arezzo, 27-29 giugno 2007. Fangi G. (2007b),• The Multi-image spherical Panoramas as a tool for Architectural Survey, in Atti XXI International CIPA Symposium, 1-6 ottobre 2007, Atene, ISPRS International Archive – Vol. XXXVI-5/C53 – ISSN 1682-1750 – CIPA Archives vol. XXI-2007 ISSN 0256-1840 - pp.311-316. Fangi G. (2007c),• La Fotogrammetria sferica dei mosaici di scena per il rilievo architettonico –in «SIFET», n. 3, pp. 23-42. Fangi G., Clini P., Fiori F. (2008),• Simple and quick digital technique for the safeguard of Cultural Heritage. The Rustem Pasha mosque in Istanbul, DMACH 4 - 2008 - Digital Media and its Applications in Cultural Heritage 5 - 6 novembre, 2008, Amman pp. 209-217 Fangi G. (2008),• El levantamiento fotogrametrico de Plaza de Armas en Cuzco por medio de los panoramas esfericos - XXX Convegno Internazionale di Americanistica, Perugia (Italia), 6-12 maggio 2008. Fangi G. (2009)• , FurtherDevelopments of the Spherical Photogrammetry for Cultural Heritage, XXII Cipa Symposium, Kyoto, 11-15 ottobre 2009. Fangi G., Schiavoni A. (2009),• Un’esperienza di Mobile Mapping con la fotogrammetria sferica, in Atti della 13a Conferenza Nazionale Asita, 1-4 dicembre 2009, Bari. Mastroiacono M., Fangi G., Nardinocchi C., Sonessa A. (2008),• Un’esperienza di rilievo fotogrammetrico basato su panorami sferici, in 12a Conferenza Nazionale Asita, L'Aquila, 21-24 ottobre 2008 – pp. 1451-1456. Ad Deir, il modello grezzo, in rosso le linee del modello a filo di ferro (E. D’Annibale). Ad Deir. Il modello finale con la texture costituita dalla proiezione del panorama centrale. Sono molto numerose le occlusioni (E. D’Annibale). Tecnologie per i Beni Culturali 11
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