Lake Como Lifestyle Spring 2009 - Page 8 - Lake Como Lifestyle is the lifestyle authority for Lake Comos style conscious trendsetters. With its fresh editorial and eye-catching design, Lake Como Lifestyle has become the reference for the best Como, Lecco and Lugano have to offer in fashion,style, L'EDITORIALE editorial Arianna Augustoni direttore editoriale / editorial director. Velia Longo editore con alcuni atleti della Pallacanestro Cantù / publisher with some of the basketball team at the photo shoot. GIUSTI EQUILIBRI DI SQUADRA The Right Team Balance Cari lettori, ecco qui il nuovo magazine, rinnovato nel mood e nei contenuti, uno strumento ideale per lasciarsi andare ai piaceri della vita, un fedele compagno di viaggio dove trovare proposte piacevoli e d’impatto per emozionarsi e sognare. Proprio partendo dai contenuti vi proponiamo una maggiore interazione: siamo su facebook con una pagina dedicata al magazine, nuovi servizi per viaggiare con la mente. Non poteva mancare una finestra sul design, quello del Salone internazionale del mobile, con le collezioni di oggetti curiosi per la casa oltre alle progettazioni di architetti e di tutto ciò che si può collocare nel material world. Apriamo con un omaggio alla moda, ad un grande stilista come Lorenzo Riva che ha portato la Haute Couture (di Como) nel mondo. Dal suo buen retiro di Cernobbio si è raccontato e non ha evitato bordate agli imprenditori di Como. E poi il servizio fashion che abbiamo condiviso con la Prima squadra della Pallacanestro Cantú. La salvaguardia del pianeta, un argomento che sta a cuore a molti tanto che, è in fase di definizione la condivisione dei progetti di Lifegate per la tutela delle foreste. Un viaggio nell’incantevole dimora di Villa il Balbiano. Abbiamo parlato di donne, di quelle che si sono fatte strada da sé. Proponiamo anche frivolezze, che non fanno mai male: una guida per le donne che vogliono rendere la propria vita un po’ più rosa grazie ad un paio di scarpe, una borsa o degli occhiali da sole. Qui troverete immagini, prezzi e negozi. Un vestito qualunque, che magicamente diventa su misura. Tanti gli argomenti, le novità che vi lasciamo sfogliare, leggere e approfondire. Dear readers, here we are with our new magazine. With its overhaul in mood and content, it strives to be the perfect tool for enticing you to yield to the pleasures in life, a faithful travelling companion where you can find appealing and striking ideas stirring emotions and dreams. We have opted for more reader involvement, starting out from the contents: we’re on Facebook with a page specially for the magazine; we have new features and – above all – ideas for stimulating your imagination. And we couldn’t overlook design: Milan’s International Furniture Fair with its collections of original home accessories, architects’ projects and anything with a place in the material world. We open with a tribute to fashion, to a great designer of the calibre of Lorenzo Riva, who took Como haute couture to the world. He spoke about himself and his work from his Cernobbio retreat, not shying from criticism of some Como entrepreneurs. We also have our fashion editorial, that we made with the "Prima Squadra" of Cantú's basketball team. There’s safeguarding the planet: a topic close to our hearts – so dear in fact that we soon hope to join the Lifegate projects for forest protection. Then we have a trip to the enchanting Villa Il Balbiano. We’ve decided to talk about women, about those who have made their own way. But we also have frivolities, which are never amiss: a guide for women wishing to make their lives rosier thanks to a pair of shoes, a bag or some sunglasses. Here you’ll find pictures, prices and store details. An impersonal dress, which suddenly becomes made-to-measure. Lots of topics and new ideas for you to leaf through, read and explore. Al fine di migliorare la rivista, vi invitiamo a scriverci all’indirizzo 8 L'EDITORIALE / EDITORIAL we invite our readers to write us for information and requests, in order to make our magazine better arianna@lifestylelc.com cOLLAbORATORI Contributors 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 13 10 11 12 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 11 27 28 29 30 1. Velia Longo, publisher; 2. Enzo Pifferi, direttore responsabile; 3. Giorgio Civati, giornalista; 4. Fabiana Gilardi, giornalista; 5. Enrica Colombo, area manager vendite; 6. Giorgio Federico Siboni, giornalista; 7. Kristina Gykiere, fotografa; 8. Rebecca Hare, direttrice creativa; 9. Viola, giornalista ; 10. Daniela Ferrarese, grafica; 11. Martina Moretti, public relations; 12. Laura Alberti, giornalista ; 13. Giulio Bazzi, area manager vendite ; 14. Nicola Falcinella, giornalista; 15. Valeria Mazza, fotografa; 16. Helen Claudia Doyle, traduttrice; 17. Douglas Bassett, fotografo; 18. Thomas Incontri, giornalista; 19. Philip Di Salvo, giornalista; 20. Cristina Maccarrone, giornalista; 21. Daniela Mambretti, giornalista; 22. Alissia Molteni, giornalista; 23. Antonia Opipari, giornalista; 24. Maria Rolon, grafica; 25 Cassie Dell’Acqua, stylist; 26. Antonella Provasoli, marketing and customer service; 27. Samuele Dotti, assistente segreteria di redazione; 28. Jessica Anais Savoia, giornalista; 29. Raffaella Parisi, giornalista; 30. Dario Fraquelli, amministratore. 10 C O M O comunicazione Lifestyle LAKE MARCHIO AZIENDALE BIGLIETTI DA VISITA PACKAGING BROCHURE & CATALOGHI HOUSE ORGAN MANIFESTI & PUBBLICITÀ EVENTI SERVIZI FOTO & VIDEO L ake como comunicazione propone nuove strategie aziendali e di marketing, per la realizzazione di campagne pubblicitarie, loghi, biglietti da visita, siti web, video e servizi fotografici, pubblicità, gadgets e altro ancora. contatti: progetto@lifestylelc.com / (+41) 91 68 36 333 11 MAgnifiCAMEnTE LAKE COMO Territorio tra i più celebri al mondo, quello lariano e insubrico, è uno splendido angolo di mondo che il magazine ha orgogliosamente deciso di promuovere negli ultimi cinque anni, per farlo conoscere a chi l'ha solo sognato e farlo riscoprire a chi, come noi, lo vive tutti i giorni. Lusso, creatività, fashion, cultura, arte e artigianato, ma anche molto di più. One of the most renowned locations in the world, the Lake Como and Insubria area is a wonderful place that this magazine has been proud to promote over the last five years, so that people who had only dreamt about it could come to know it better and so that those like us, in close contact with it every day, could rediscover it. Luxury, creativity, fashion, culture, art and handicrafts – but also much more. SEMpLiCEMEnTE unO STiLE di viTA. 13 IL BALBIANO: STORIA E NATURA History and nature of Villa Balbiano utto intorno, uno degli scorci più suggestivi e affascinanti del lago di Como: sulla destra l’isola Comacina, a sinistra la punta del Balbianello e ovviamente il centro lago in tutta la sua bellezza un po’ aspra. Dentro, un angolo di paradiso: erbe e fiori rari curati con amore e passione e una magione che racchiude secoli di storia, cultura, mondanità. E’ Villa il Balbiano, a Ossuccio, una delle dimore più belle del Lario e tra quelle con un passato dei più ricchi. La villa risale infatti addirittura al 1500, con tracce precedenti che citano un primo insediamento nel ‘900 dopo Cristo. Tra i sei secoli di storia a voler essere cauti, più probabilmente undici per quella che, dai primi anni Ottanta, è la residenza dell’imprenditore serico Michele Canepa, oggi titolare di un piccolo “gioiello” per qualità e fama del made in Como della seta, la tessitura Taroni e in passato ai vertici dell’azienda di famiglia, la Giovanni Canepa e che ha ricoperto anche svariate cariche istituzionali tra gli imprenditori del settore. T A ll around, one of Lake Como’s most bewitching and atmospheric views: the Isola Comacina island to the right, Balbianello head to the left, and obviously the lake in all its stunning and slightly austere beauty in the middle. And within, a corner of paradise: rare, lovingly cared for flowers and plants and a dwelling embracing centuries of history, culture and high society. This is Villa del Balbiano, in Ossuccio – one of the loveliest Lake Como residences and possessing one of the richest pasts. The villa in fact dates back as far as the 1500s, built on the site of a previous 10th century settlement. Six centuries of history for this villa – standing by cautious estimates, eleven centuries by more generous ones – that has been home to Mr. Michele Canepa since the early 1980s. A silk entrepreneur, today he is the head of a small ‘gem’ standing for the quality and fine reputation of Made in Como silk, the Taroni textile mill; in the past he helmed the family business, the Giovanni Canepa company, and he has held various institutional positions representing sector firms. 14 vILLE E gIARDInI / vILLAs & gARDEns SERVIZIO A CURA DI GIORGIO CIVATI / FOTO DI PUBLI-FOTO “A Balbiano, già suburbio dell’isola, possediamo reliquie de’ maggiori nostri, un fondo e case ruinose di singolar magnificenza”. A scrivere era Paolo Giovio, nel 1559, citando appunto le proprietà della famiglia a Ossuccio. Distrutto da una piena del fiume Perlana, l’edificio fu ricostruito nel 1595 dal cardinale Tolomeo Gallio, che acquistò terreni e macerie da Ottaviano Giovio. Già allora l’edificazione avvenne nella versione sopravvissuta fino ai nostri giorni: la pianta dell’edificio, la scala principale e le stanze sei secoli fa erano quelle di oggi, differente forse solo un porticato rivolto verso il lago ora veranda chiusa. Progettista per il cardinale fu Pellegrino Ribaldi. Marco Gallio nel 1620/30 intervenne modificando la facciata e spianando il terreno a monte, per ottenere lo spazio utile per quello splendido giardino all’italiana che ancora oggi è possibile ammirare. Verso la metà del 1700 gli eredi del Gallio cedettero l’intera proprietà a Giambattista Giovio che, dopo circa un decennio, la rivendette al cardinale Angelo Mario Durini, nunzio pontificio, cultore delle arti e delle lettere, mecenate e collezionista. Fu con la proprietà Durini che villa del Balbiano divenne fulcro della vita culturale dell’epoca nel Comasco. La storia più recente vede invece due diverse famiglie tedesche proprietarie e poi, appunto, Canepa. Del tutto priva di ornamenti e fronzoli esterni, la casa affascina proprio per questa sua sobrietà architettonica esterna, mentre l’interno è ricco di affreschi e testimonianze dei fasti del passato. A pianta quadrata, disposta su tre piani, la villa si affaccia sul lago, al termine un viale ornato di siepi, statue e fontane e un accesso che è ancora quello degli inizi del 1600. Ed è proprio l’esterno, quel giardino all’italiana, a suscitare meraviglia. Qui Michele Canepa ha infatti espresso tutta la sua passione per la natura e la storia. “Essere appassionati – spiega il proprietario di Villa del Balbiano – significa rispettare il bello, l’ambiente, la natura. Anche a costo di qualche sacrificio”. Il giardino è infatti espressione concreta della passione del proprietario, della sua cultura del verde e del suo rispetto per il passato. “Ho voluto fiori, arbusti e alberi differenti – prosegue Canepa – che profumassero per tutto l’anno, in ogni stagione.” Ecco quindi dafne, ellebori, bucaneve, viburni, un nespolo del Giappone, peonie e rose rarissime. E per ogni specie non una, ma molte varietà, come per i narcisi presenti a villa Balbiano addirittura in 30 tipologie diverse. E poi siepi di bosso, platani e cipressi, cespugli rari come la exzevorgia papilifera. Per garantire un futuro nel segno della tradizione a una dimora secolare forse non molto nota, ma tra le più affascinanti del lago di Como. 16 vILLE E gIARDInI / vILLAs & gARDEns n Balbiano, previously a suburb of the island, we possess our greatest relics, grounds and ruined houses of the most unusual magnificence”. This was Paolo Giovio writing in 1559, referring to his family properties in Ossuccio. Destroyed by the river Perlana flooding, the edifice was rebuilt in 1595 by Cardinal Tolomeo Gallio, who bought the lands and ruins from Ottaviano Giovio. Already then the building showed the structure that has remained until the present day: the layout, the main staircase and the rooms were the same six centuries ago. A portico facing the lake is the only difference; today it is a closed-in veranda. Pellegrino Tibaldi was the architect. Marco Gallio added his hand in 1620/30, changing the façade and flattening the upper land to create a space for what would become that splendid Italian garden that may be admired still today. In the mid 18th century Gallio’s heirs sold the entire estate to Giambattista Giovio, who, a decade or so later, sold it on to Cardinal Angelo Mario Durini, papal envoy, lover and patron of the arts and literature, and collector. It was under Durini that Villa del Balbiano became the hub of Como cultural life during the period. More recent history has instead seen it in the hands of two different German families, followed by our Canepa of above. Entirely lacking in external ornamentation and fussiness, the house pleases onlookers precisely through its sober architecture, while the interiors are rich in frescoes and evidence of past ostentation. With a square plan and structured on three floors, the villa overlooks the lake at the end of a drive edged by hedges, statues and fountains – the same access route used since the early 17th century. And it is the outdoors, with its Italian garden that stirs such wonderment. Here Michele Canepa has in fact expressed all his passion for nature and history. “Having a passion means respecting beauty, the environment and nature – even if this may cost some sacrifice,” explained the owner of Villa del Balbiano. In fact, the garden is the tangible expression of the proprietor’s love, knowledge of plants and respect for the past. Canepa continued: “I wanted a variety of flowers, shrubs and trees that would scent the garden all year round, in every season.” And so there are daphnes, hellebores, snowdrops, wayfaring-trees, a Japanese medlar, peonies and very rare roses. And for every species there is not just one example but many varieties, such as in the case of the daffodils: the Villa Balbiano gardens contain some thirty different types. Then there are box hedges, plane trees, cypresses and rare shrubs such as exzevorgia papilifera. All ensuring a future marked by tradition for a centuries-old residence that, although little known, ranks among Lake Como’s finest. “I 18 ville e giardini / villas & gardens www.hastens.com Il letto dei tuoi sogni. Hästens è il costruttore di letti di qualità più antico in Scandinavia, fornitore di letti e di materassi della Casa Reale di Svezia. Ogni letto Hästens viene realizzato a mano in Svezia con materiali naturali esclusivi quali la lana vergine, il cotone, il lino e il crine di cavallo; è inoltre accompagnato da una garanzia scritta di 25 anni contro eventuali rotture delle molle e del telaio. Visitate uno dei nostri punti vendita: scoprirete cosa vuole dire riposare in un letto da sogno Hästens. 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And they’ve made several large mistakes.” At 70 – with great enthusiasm and vitality concealing his age – and with some 51 years spent in the apparel business, the designer Lorenzo Riva is one of the big names in fashion. Or rather, High Fashion – even if his bridal gowns and Prét à Porter range (his latest development) are also very much appreciated. As a professional in the field and as an adoptive Como citizen (he says of his house in Cernobbio: “This is my home”, despite that fact that he also possesses properties in his native Monza, Milan, Moscow and, in the past, Paris) he doesn’t miss a chance to talk about the Made in Como tag and fashion in general, about Lake Como and about the future of his Maison. SERVIZIO A CURA DI GIORGIO CIVATI moda / fashion 21 DAL SUO BUEN RETIRO COMASCO... LORENZO RIVA SI RACCONTA “COMO, LA SETA, LA MODA E I MIEI PRIMI 50 ANNI” artiamo dalla Como della seta, cui lo stilista attribuisce meriti ma anche mancanze. “La seta comasca è bella, bellissima, e acquisto ancora e sempre qui. Mosconi e Gentili per esempio fa stoffe splendide, preziose, così come Taroni, Clerici Tessuto e Canepa”. Motivi d’orgoglio ma anche qualche pecca secondo Riva per il distretto: “Come quella di essersi entusiasmati troppo per stilisti che in realtà non hanno fatto molto per Como. Per esempio Gianni Versace, certamente bravo, ma forse l’artefice della crisi della cravatta. Io, con le mie due pezzette di ordine, invece sono stato a volte snobbato”. Riva ricorda anche i fasti del made in Como e non risparmia un’ultima critica: “Un tempo – dice – i setaioli comaschi erano più bravi, più intraprendenti. Penso a Ideacomo, alla Ideacomo a Villa d’Este, che non andava spostata e non andava assolutamente fatta morire”. Critico del resto Lorenzo Riva lo è anche verso Milano Unica: “Non mi piace e non ci vado – dichiara – mando i miei assistenti. Tanto i fornitori poi passano tutti da me, direttamente in atelier, a mostrarmi proposte e collezioni.” Atipico è anche il suo rapporto con il territorio. “Il lago è divertente – spiega - . La città di Como però la vivo pochissimo. Vado a comperare libri in centro, a volte in battello, ma cerco di evitare sovraesposizioni”. Ne è una prova la sua casa di Cernobbio, senz’altro bella ma senza ostentazioni: non la sfacciata villona sul lago, ma una abitazione riservata, quasi nascosta con pudore dentro un cortile del paese lariano. “Troppi curiosi – dice - e non mi piace espormi. Faccio la diva in P passerella, non a casa.” Deciso nelle sue considerazioni, anche se con garbo, Lorenzo Riva parla anche della moda italiana in genere denunciando una certa sudditanza nei confronti della Francia. “Parigi – afferma Lorenzo Riva – ha tenuto in vita le grandi maison di moda, cosa che non sempre è avvenuta in Italia. Hanno avuto più orgoglio di noi. Però quanto a capacità e creatività l’Italia non è certo seconda, anzi”. Tanto per spiegare meglio la sua opinione, ecco una puntualizzazione tutta personale: “Dicono spesso – prosegue – che io sia stato allievo di Balenciaga. Sbagliato: io sono andato a dirigere la maison francese dopo la scomparsa dello stilista; ho portato a Parigi la mia moda, non sono andato a imparare”. Orgoglioso, e del resto la carriera dello stilista parte da lontano, addirittura dall’infanzia. “Ho sempre pensato di lavorare nella moda”, ricorda. Figlio di un industriale del cappello poi finito a fare l’impiegato comunale a Monza a causa delle vicissitudini negative che colpirono l’azienda durante la crisi del 1929, Lorenzo aveva come madre una delle prime mannequin italiane. Vestiti e moda, moda e vestiti insomma. “Ho aperto il mio atelier nel 1958, a Monza, e sono ormai cinquantuno anni di attività”, dice. Di che essere soddisfatti, ma Riva guarda ancora avanti con decisione. E pensa alla boutique appena aperta a Mosca, a quella in apertura in Cina, allo show room di Milano recentemente ampliato. “Dobbiamo crescere – spiega – non per manie di grandezza, ma per essere più solidi. E quindi continuare a fare ciò che ci piace.” E cioè abiti senz’altro belli, ma anche portabili. Linee azzardate, modelli sempre innovativi, ma non solo da far sfilare. Che hanno conquistato le più belle donne del mondo. 22 moda / fashion
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